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Albania, Macedonia, Bulgaria e Turchia guardano alle energie rinnovabili

Cresce l’interesse dei paesi dell’Est per le energie rinnovabili. Favorevoli, infatti, sono le condizioni favorevoli d’investimento e cooperazione in Albania, in cui si sta attuando la costruzione di numerose centrali idroelettriche, impianti a biomasse e linee di connessione energetica transnazionale (affiancate a modifiche della normativa vigente funzionali alle concessioni); in questi progetti  l’Italia è uno dei principali partner aziendali. Anche in Macedonia esiste un mercato di sbocco dalle grandi opportunità per la gestione delle risorse derivanti da produzione di energie da biomasse, eolico e fotovoltaico.

Nei progetti di sviluppo dell'industria macedone ci sono eolico, biomasse e fotovoltaico

Il referente macedone dell’Agenzia per l’Energia, Igor Panchevsky,  conferma a riguardo l’esistenza in Macedonia aziende che producono energia da fonti rinnovabili; ma le opportunità possono moltiplicarsi per la presenza di zone vergini nella parte orientale del territorio in cui installare impianti fotovoltaici, mentre le zone centro-orientali per la particolarità orografica sono particolarmente adatte per gli impianti eolici.

Entrambi i paesi rientrano nel progetto “Amico”, nato e finalizzato a sostenere e consolidare la penetrazione economica delle Pmi italiane nei territori extra Unione Europea del Corridoio VIII. “Amico”, acronimo di “Albania, Macedonia, Italia: Collaborazioni Operative”, è il progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso la Legge 84 del 21 marzo 2001 che disciplina la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione ed allo sviluppo dei Paesi dell’area balcanica e sostiene le iniziative commerciali delle piccole e medie imprese italiane attraverso la pianificazione e la realizzazione di servizi ed eventi tra Italia, Albania e Macedonia. Le opportunità di investimento sono emerse nell’ambito di diversi incontri promossi recentemente a Bari dalla Fiera del Levante servizi, Università degli Studi di Bari, Confapi Bari e BAT e Consorzio Interuniversitario CIRCEOS, in collaborazione con Confindustria Bari e BAT, Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia-Turchia, ed il patrocinio dell’ente camerale barese, Comune di Bari, Provincia di Bari, Regione Puglia, ISIAMED e Corpo Consolare di Puglia Basilicata e Molise.

Per l'Italia la Turchia diventa uno dei partner privilegiati per avviare iniziative nela campo della green economy

Un altro paese che guarda con molto interesse agli sviluppi  economici derivanti dalle rinnovabili è la Bulgaria. Qui il settore energetico, ed in particolare la produzione di energia rinnovabile, sono supportati dal “conto energia”, il programma di aiuti ed agevolazioni alla vendita di energia pulita da parte del governo bulgaro. E grazie al momento positivo contraddistinto dalla stabilità politica e istituzionale senza precedenti,anche  la Turchiadiventa partner indispensabile per avviare nuovi mercati soprattutto nel settore di green economy. Gli ultimi dati diramati dalla Banca Centrale di Ankara confermano l’aumento delle relazioni economiche tra Italia e Turchia. L’Italia è il quarto tra i partner commerciali dopo Germania, Russia, Cina e immediatamente prima degli Stati Uniti con un interscambio nel primo semestre del 2011 per oltre 11 miliardi di dollari. Le esportazioni italiane verso il Paese della mezzaluna hanno fatto registrare un aumento del 47,4% rispetto allo stesso periodo e con un fatturato di circa 7 miliardi di dollari. Attualmente la Turchia, in una situazione di stagnazione economica generalizzata, è l’unico attivo e che ha chiuso il primo trimestre del 2011 con un tasso di crescita del Prodotto interno lordo pari all’11%.

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