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Alba dei Popoli al Faro di Palascìa

Siamo all’undicesima edizione di Alba dei Popoli, un evento che propone Otranto sulla scena internazionale d’inverno ed il cui programma può essere consultato all’indirizzo http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=932
Come ogni anno, a Otranto è possibile assistere all’evento che si sviluppa nel tempo e nello spazio integrando fra loro luoghi simbolici, tra cui la Cattedrale (per il Concerto della Pace), il Lungomare degli Eroi (per spettacoli musicali), Punta Palascìa per la prima alba dell’anno. Il territorio è chiamato in causa come un museo all’aperto in cui i valori del paesaggio e della natura si integrano con i valori dell’uomo, generando i luoghi degli eventi e della fruizione.
Per poter ammirare la prima alba in Italia basta recarsi pochi chilometri a sud della città, in un luogo che  rappresenta certamente uno dei punti più suggestivi della costa meridionale di Otranto. Alba dei Popoli è un evento, Punta Palascìa è un luogo, il suo Faro è un simbolo: dalla sua lanterna parte un riferimento per i naviganti di notte; dallo stesso punto è visibile il primo raggio di sole del giorno. 

Il faro di Punta Palascìa a Otranto

Il faro di Punta Palascìa a Otranto

Punta Palascìa è però anche il cuore del Parco Naturale Regionale Otranto-Leuca, il centro del Parco Marino, il fulcro di un’area IBA (Important Bird Area) tra le più importanti d’Europa; è il luogo della trasformazione di un edificio militare in un museo d’eccellenza, il luogo della sperimentazione universitaria, il luogo militare di importanza strategica per la sua collocazione, il luogo degli interessi del passato in cui un movimento di pensiero ha fermato la vendita ai privati di un bene di grande valore; è  il luogo della speranza nel futuro e dello sguardo teso all’oriente.

Il faro prima del restauro

Il faro prima del restauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Risale a qualche anno fa, per iniziativa del Comune accolta dalla regione con l’Amministrazione Fitto, la decisione di trasformare il Faro di Punta Palascìa in un museo sul Mar Mediterraneo, inaugurato poi da Vendola il 19 dicembre 2008, contrastando così il progetto di vendita a privati.
Il Ministero dell’Ambiente progettava fino a due anni fa di includere questo Faro in un progetto, poi arenatosi, che avrebbe coinvolto altri quattro fari – Genova, Gibilterra, Tunisia, Alessandria d’Egitto – da mettere a sistema.
Ora il Faro ospita l’Osservatorio Ecologico che è parte di un sistema di Osservazione della Biosfera strutturato a livello globale attraverso le due iniziative di Global Terrestrial Observing System delle Nazioni Unite e di Global Earth Observation System of Systems dell’EPA degli Stati Uniti.

Una delle sale dell'Osservatorio

Una delle sale dell'Osservatorio

L’Osservatorio rappresenta un nodo di una infrastruttura della conoscenza e della cultura ecologica. Dopo quasi trenta anni di inattività dunque, il Faro è ritornato a vivere come un’antenna proiettata nel mare, pronta a ricevere ogni minimo segnale di cambiamento nella struttura e nel funzionamento del territorio del Parco ed a trasmettere il segnale elaborato ad opinione pubblica, amministratori e decisori, come primo strumento indispensabile di tutela. L’obiettivo è  che il Faro diventi un insieme di “finestre” verso terra e verso mare, che possa essere il veicolo attraverso cui, anche chi non può, possa godere delle bellezze del territorio; ma soprattutto che diventi un nuovo modo di operare. Il Faro deve diventare non il simbolo di un territorio che si disgrega, ma l’elemento trainante di un territorio che si riscatta e che si propone come modello di sviluppo sostenibile.
Va evidenziato che la costante attenzione ad Otranto, all’Alba, al Faro, deve essere accompagnata da una forte volontà di continuare a valorizzare i luoghi simbolo: il Faro consente un tuffo nella natura per tutti. È il luogo in cui ospitare anche, come proposto da circa due anni con i laboratori musicali nell’ambito dei Bollenti Spiriti, continue manifestazioni all’aperto trasformando in ulteriore evento periodico la storia di Otranto, proponendo un palcoscenico naturale che si snoda sul versante di Palascìa, con gli ospiti raccolti lungo la mulattiera di accesso, con il suo prospetto trasformato in schermo e con racconti che possano far rivivere il fascino del luogo.
I vincitori della gara di gestione dei Bollenti Spiriti potranno tradurre anche questo in realtà, valorizzando ulteriormente la magia del luogo.

L'alba dal faro di Punta Palascìa (Foto Lino Farenga)

L'alba dal faro di Punta Palascìa (Foto Lino Farenga)

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