Aiutare le foreste tropicali a sopravvivere? Serve impegno

Foto di Greg Montani da Pixabay

La gestione sostenibile delle foreste è possibile ma richiede impegno.

 

“Negli ultimi 30 anni – dice il rapporto 2020 del WWF “Quanta foresta avete mangiato, usato o indossato oggi?” – sono stati deforestati 420 milioni di ettari di terreni, più o meno come la superficie dell’intera Unione europea. Il saldo tra deforestazione e creazione di nuove foreste è negativo per 178 milioni di ettari, un’area equivalente a quella della Libia”.

Tagliata, bruciata o degradata, la perdita della superficie verde delle foreste, patrimonio essenziale per la protezione della biodiversità, gli equilibri climatici e l’ossigenazione del Pianeta, mette a rischio i precari sistemi da cui dipende il benessere naturale e umano.

Ma non si pensi che la colpa stia tutta là dove ci sono le foreste.

“I consumi nell’Ue sono responsabili del 10% della deforestazione globale, che avviene  prevalentemente al di fuori dei confini europei” continua il WWF.  L’Italia, a sua volta, “è un tradizionale importatore di materie prime a rischio di deforestazione: non solo legname, ma anche carni, soia, olio di palma, caffè, cacao, cuoio, e altro ancora”.

Cop 28, con i suoi buoni propositi si è appena conclusa ma se l’Ue vuole veramente raggiungere gli obiettivi che si è posta e che ha sottoscritto a Dubai (posto che nel 2019 con il Green Deal, ha stabilito di arrivare alla “neutralità carbonica” cioè zero emissioni nette di gas climalteranti nell’atmosfera entro il 2050), è necessario che lavori anche sul tema del contrasto alla deforestazione.

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Come difendere la foresta tropicale?

Atibt (International Tropical Timber Technical Association), associazione impegnata nella promozione della gestione sostenibile delle foreste del bacino del Congo è stata fondata nel 1951 su richiesta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse). Al servizio dell’industria del legno tropicale, dalla foresta al consumatore finale, l’associazione svolge un ruolo di primo piano nell’attuazione di progetti internazionali dedicati alla gestione sostenibile e responsabile delle foreste tropicali. L’Associazione Tecnica Internazionale dei Legnami Tropicali sta inoltre posizionando come uno dei migliori riferimenti tecnici e scientifici per le risorse legnose tropicali. Tra il 2016 e il 2019, i soci dell’Atibt sono aumentati di quasi il 50%, portando il numero totale di membri a oltre 130. Accanto agli attori europei del settore del legno tropicale africano, Atinb riunisce governi (Repubblica del Congo, Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana), altre associazioni di categoria africane (Gabon, Costa d’Avorio, Camerun, Rdc) ed europee, ong come il WWF e la Fondazione Principe Alberto II) e grandi aziende.

Foto di Pedro Dias da Pixabay

Attraverso il suo programma Fair&Precious, Atibt si impegna nel preservare le risorse forestali attraverso diversi strumenti, come i piani di gestione forestale, che organizzano il taglio selettivo degli alberi, i principi Efir (Reduced Impact Logging) e gli schemi di certificazione della gestione sostenibile (FSC e PEFC/PAFC), che rispondono a particolari specifiche tecniche. Il tutto per conciliare conservazione e sviluppo, promuovendo un commercio sostenibile, etico e legale del legname come risorsa naturale e rinnovabile.

Atibt punta a 9 milioni di ettari di foreste protette dal comitato Fair&Precious che riconosce solo le certificazioni FSC e PEFC-PAFC rilasciate da revisori indipendenti, a garanzia del rispetto dei più severi standard di gestione forestale sostenibile.

  • In totale, più di 6,5 milioni di ettari sono ora protetti a favore della biodiversità e delle persone grazie ai 10 programmi Fair&Precious.
  • L’obiettivo ambizioso di Atibt è di raggiungere 9 milioni di ettari entro 5 anni, una superficie pari a quella del Portogallo.

Ogni azienda o distributore dell’industria del legno, così come ogni consumatore, può sostenere questa iniziativa cruciale scegliendo solo legname certificato proveniente da una “gestione forestale sostenibile”.

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I 10 impegni di Fair&Precious

Gli obiettivi che si ambiscono a raggiungere sono:

  • Gestire e proteggere le foreste per combattere il riscaldamento globale.
  • Conservare le risorse forestali con un taglio inferiore alla crescita naturale.
  • Sviluppare la conoscenza della biodiversità per facilitare il ripopolamento delle specie.
  • Assicurare che la fauna selvatica mantenga il proprio spazio vitale.
  • Implementare programmi anti-bracconaggio.
  • Contribuire al benessere delle popolazioni locali facilitando il loro accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio.
  • Stimolare le economie dei Paesi produttori valorizzando le foreste e promuovendo la lavorazione locale del legno
  • Istituire corsi di formazione in silvicoltura e lavorazione del legno.
  • Fornire conoscenze tecniche sulla diversità delle specie tropicali e sui loro usi.
  • Promuovere l’acquisto responsabile di un materiale eccezionale.

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