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AIDS, oltre 4000 i casi in Italia

AIDS

AIDS: circa 4000 i casi in Italia di uomini e donne, tra i 29 e i 35 anni, colpiti dal virus. Con l’HIV si può vivere normalmente ma è vietato abbassare la guardia. Il sesso non protetto è la modalità più frequente di trasmissione.

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1 dicembre Giornata Mondiale dell’AIDS

HIV e AIDS sono due parole tabù, che continuano a fare tremare le gambe. Se ne parla sempre meno e le campagne di prevenzione durante l’anno sono diventate sporadiche. Il tema emerge in previsione della Giornata Mondiale dell’AIDS, prevista per il 1 dicembre, come se fosse una consuetudine e non una realtà da affrontare. Si parla di malati fantasma, con una percentuale di 11 persone al giorno colpite dal virus. Bisogna abbattere l’ignoranza e dichiarare apertamente che il problema non è stato debellato e che in molti continuano a non avere ben chiare modalità di sopravvivenza e di contagio.

Ancor peggio, è comune l’idea che HIV e AIDS siano confinanti ai soli mondi “droga” e “omosessualità”. La realtà invece è questa: dal 1985 al 2014 la proporzione dei tossicodipendenti per ago è passata dal 76,2% al 3,8%, mentre l’84,1% delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo: 43,2% etero e 40,9% Msm (rapporti omosessuali maschili). A differenza di quanto accadeva negli anni Novanta, oggi è possibile convivere con il virus e vivere normalmente. Tra i sieropositivi non solo immigrati e persone appartenenti a un ceto socio-culturale basso, ma anche professionisti e intellettuali.

L’idea di sviluppo tecnologico ha quasi messo in ombra la presenza del virus in Italia, tanto da bandire la questione da case, scuola e Parlamento. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, dal 1982 i casi di mortalità a causa del virus sono diminuiti, ma non del tutto scomparsi, soprattutto nelle aree sviluppate. Soltanto in Italia, nel 2015 sono state registate 4.000 persone che hanno scoperto di essere Hiv-positive, un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila abitanti. Quanto a incidenza, il nostro Paese è al secondo posto nell’Unione europea, seguito dal Portogallo. Le regioni che hanno mostrato valori più alti sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Dato problematico si riscontra nell’età media delle persone colpite: uomini, maggiormente, e donne tra i 25 e i 39 anni. Alta è anche la percentuale dei cinquantenni che ha scoperto in ritardo di aver contratto il virus.

Le modalità più frequenti di tarsmissione: nell’84% dei casi accertati, il virus è stato trasmesso attraverso rapporti sessuali senza preservativo, sia tra eterosessuali che tra omosessuali. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’età media per i primi è 39 anni, per le seconde 36 anni. Quanto alla fascia di età maggiormente colpita, è quella dei giovani di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100 mila residenti).

Che cos’è l’Aids?

L’Aids (Acquired Immunodeficiency Syndrome/Sindrome da immunodeficienza acquisita) è la conseguenza tardiva di un’infezione con il virus HI (Human Immunodeficiency Virus, HIV/virus dell’immunodeficienza umana). In caso di immunodeficienza, la capacità di resistenza del corpo contro gli agenti patogeni è ridotta. Allo stadio avanzato, l’immunodeficienza può causare varie malattie gravi e condurre alla morte. Un’infezione da HIV non è guaribile. In caso di contagio è molto importante effettuare controlli medici regolari al fine di iniziare la terapia al momento giusto. L’HIV viene trattato con farmaci antiretrovirali, i quali vanno assunti giornalmente in modo regolare e molto probabilmente per tutta la vita.

Si può guarire?

L’infezione da HIV non può essere guarita, ma può essere curata al fine di evitare il manifestarsi dell’Aids. Dopo una situazione a rischio è quindi importante riconoscere eventuali sintomi e contattare un centro di consulenza. Iniziare un terapia per tempo rafforza il sistema immunitario e migliora lo stato di salute.Fino alla manifestazione dell’Aids vero e proprio, un’infezione da HIV non trattata attraversa tre fasi, la cui durata varia da persona a persona. Ecco perché il periodo durante il quale le persone sieropositive possono vivere senza disturbi può durare da pochi mesi a più di quindici anni. L’intensità con la quale il virus HIV si riproduce, compromettendo in tal modo il sistema immunitario, può essere verificata in qualsiasi momento in laboratorio mediante un esame del sangue.

Quali sono i metodi di contagio?

L’infezione è trasmissibile per contatto diretto con liquidi biologici infetti che devono trovare una porta di accesso nell’organismo di una persona sana (ferite, escoriazioni, lesioni, soluzioni di continuità anche minime della superficie cutanea o mucosa). I liquidi biologici dell’organismo umano in grado di trasmettere l’infezione sono sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno. La trasmissione del virus e quindi dell’infezione può avvenire:

  • per via sessuale, ossia attraverso rapporti sessuali, sia etero che omo.  Il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni pre-eiaculatorie così come nelle secrezioni vaginali: quindi ogni rapporto sessuale non protetto è potenzialmente a rischio di infezione.
  • per via ematica ( scambio di siringhe, trasfusione di sangue infetto,  uso di aghi, lame e strumenti sanitari non sterili ).
  • per via verticale  materno-fetale (dalla madre al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l’allattamento).

Quest’ultimo tipo di trasmissione si riduce (fin sotto il 2%) quando la donna sia sottoposta ad antiretrovirali durante la seconda parte della gravidanza ed il parto avvenga col cesareo. Il bambino alla nascita non ha ancora anticorpi propri, possiede gli anticorpi della madre , può nascere quindi sieropositivo, cioè con anticorpi anti Hiv in circolo, ma senza presenza del virus nel sangue e perciò sano.                                               In questo caso il bambino diventerà sieronegativo dopo i primi mesi di vita, mediamente nel secondo semestre, quando si saranno esauriti gli anticorpi materni.

Il virus HIV non si trasmette invece:

  • nei normali, comuni,  contatti quotidiani  (al di fuori della sfera sessuale) in casa, in famiglia, a scuola, in ufficio.
  • Non si trasmette con la stretta di mano né il contatto epidermico ( a meno che non ci sia una ferita o lesione sanguinante ).
  • Non si trasmette con i colpi di tosse o gli starnuti.
  • Non si trasmette con i cibi, alimenti, bevande, né altre sostanze assunte per via orale.
  • Non si trasmette attraverso la puntura d’insetti.
  • Nessun convivente di una persona sieropositiva è mai stato infettato.

E’ importante rispettare le comuni norme igieniche e il buon senso: non toccare oggetti che possono essere entrati in contatto con il sangue, per esempio oggetti taglienti come forbici, rasoi anche gli spazzolini da denti, spazzole con denti metallici e ovviamente usare attenzione e protezione nel caso di ferite o lesioni sanguinanti.

In caso di domande relative all’HIV o eventuali sintomi consultate la vostra antenna regionale di Aiuto Aids o il vostro medico curante.

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