Agroalimentare, una spinta verso l’innovazione

Hanno ottenuto il riconoscimento definitivo da parte della Regione Puglia i due distretti agroalimentari pugliesi. Il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino raggruppa 167 imprese più enti, università, centri di ricerca e associazioni. Riguarda le province di Taranto, Lecce e Brindisi ed è il risultato della fusione di tre proposte: il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino (91 imprese), il Distretto Agroalimentare di Qualità Colline Jonico-Tarantine (38 imprese), il Distretto Produttivo “Sistema Salento (38 imprese).
Il Distretto Agroalimentare di Qualità Terre Federiciane, invece, include 683 imprese alle quali si aggiungono associazioni, enti, centri di ricerca. I territori di riferimento sono le province di Foggia e Bari. Il Distretto deriva dalla fusione di 6 proposte: il Distretto Produttivo Agroalimentare Regionale Capitanata  (284 imprese aderenti), il Distretto Produttivo Filiera Corta Prodotti di Puglia (144 imprese), il Distretto Produttivo Sistema Agroalimentare della Puglia (125 imprese), il Distretto Produttivo Agroalimentare di Qualità dell’Olio Extravergine d’Oliva (63 imprese), il Distretto Produttivo Lattiero-Caseario Pugliese (52 imprese), il Distretto produttivo Enologia Innovativa e Sostenibile (51 imprese).

Vigneto
Dario Stefàno Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia

Anche l’agroalimentare rappresenta un settore della tradizione pugliese ma con la spinta verso l’innovazione e la competitività raggiunta con la ricerca industriale e l’internazionalizzazione.
Non è stato facile concludere l’istruttoria per la definizione di questi distretti. Le nove proposte per i distretti agroalimentari, infatti, sono confluite in due aggregazioni. Fino ad oggi non erano mai state considerate ammissibili  proposte che interessavano porzioni di territorio sub regionali e non l’intera Puglia. «Occorre tuttavia rilevare – è scritto sulla delibera di riconoscimento – che nell’ambito dell’agricoltura il territorio pugliese e suddiviso in Regioni Agrarie». Le due zone regionali corrispondono secondo la più recente normativa alle province di Bari-Foggia e Lecce-Brindisi-Taranto. Ecco il perché di due proposte che peraltro contribuiscono a valorizzare le tipicità dei territori. Il Distretto Agroalimentare di Qualità Terre Federiciane rappresenta dunque la “zona regionale” delle province di Foggia e Bari, mentre il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino indica quella delle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Entrambi i distretti sono accomunati dal filo conduttore rappresentato non solo dalla produzione agroalimentare, ma dalla qualità del prodotto. Secondo l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Dario Stefano, «con questo varo il mondo agricolo pugliese ha la grande occasione di rinnovarsi, lasciando inalterato tuttavia il patrimonio di una grande tradizione. Attraverso i due distretti le nostre produzioni agro-alimentari riceveranno ottime opportunità di valorizzazione e promozione».

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