Agricoltura: una filiera tutta al femminile per la lana della pecora sopravissana

lana sibillana
La lana prodotta dalla pecora sopravissana nelle Marche (foto facebook)

L’allevatrice Silvia Bonomi scommette su questa antica razza autoctona nella regione Marche con il progetto “dalla pecora al gomitolo”

«In agricoltura le donne sono il perno delle aziende a conduzione familiare, che rappresentano il 76% di tutte le aziende agricole europee e hanno il merito di contribuire a mantenere una popolazione attiva e dinamica evitandone lo spopolamento. Sono davvero tantissime in tutta Europa le donne che producono e trasformano gli alimenti della terra e promuovono attività supplementari che, andando oltre la produzione agricola, apportano un importante valore aggiunto alla vita economica e sociale delle aree rurali. Nella regione Marche, in particolare, esiste una filiera produttiva di un tipo di lana, apprezzata in tutto il mondo, la sopravissana». Silvia Bonomi che insieme al compagno ha scommesso sulla pecora sopravissana dei Sibillini, antica razza ovina autoctona con un tipo di lana molto pregiata, presenta il progetto “Dalla pecora al gomitolo” che da Ussita arriva, passando per i Sibillini, fino a Montefortino.

Filiera al femminile per allevamenti pregiati

pecora sopravissana
La pecora sopravissana dei Sibillini è una antica razza ovina autoctona con un tipo di lana molto pregiata a derivazione merinos

«Invertendo coraggiosamente la rotta, nel cuore della doppia zona rossa dell’Italia Centrale (terremoto e pandemia), tanti piccoli allevatori di pecore – spiega Silvia Bonomi – si uniscono tra loro costruendo da zero un’intera filiera ‘dalla pecora al gomitolo’. E la nostra filiera, ne siamo orgogliose, è tutta al femminile». Complice l’altissima qualità del lanaggio delle pecore Sopravissane, le sole allevate dalla filiera – razza Italiana tipicamente Marchigiana a derivazione merinos -, tiene a precisare Silvia Bonomi.

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La pecora sopravissana, esempio di rinascita

«Queste piccole imprenditrici hanno eletto capofila del progetto l’Azienda Agricola La Rocca, che senza alcun aiuto pubblico – ricorda la Bonomi –  riesce tenacemente e con le sue sole forze ad avviare un intero laboratorio di lavorazione della lana a Montefortino (Fm), nelle Marche».

Nasce così una pregiata lana  «simbolo di un’intera filiera che nasce, resiste, si reinventa con uno sguardo rivolto  coraggiosamente al passato, alla lana e ad i suoi antichi utilizzi, mentre il mondo è ormai un divenire di continue emergenze. L’Italia Agricola che resiste, che ha voglia di mettersi in gioco pur con le sole proprie forze – conclude Bonomi -, esiste ancora, fortunatamente, e la nostra la sopravissana, orgoglio marchigiano in tutto il mondo per la sua pregiata lana, ne è l’esempio».

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