Agricoltura, Puglia senza acqua e senza progetti

Su 149 progetti idrici approvati dal Mipaaf, uno solo è pugliese. Cia Puglia: “senza investimenti, due terzi della regione rischiano di diventare deserto”. Coldiretti Puglia: “le reti perdono l’89% delle acque piovane”

 

L’allarme della CIA Puglia non può passare inosservato. Sui primi 149 progetti approvati dal Mipaaf, nell’ambito del PNRR e relativamente agli “Investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”, uno soltanto arriva dalla Puglia: è quello del Consorzio di Bonifica del Gargano e ammonta a poco più di 2 milioni di euro. A mancare all’appello sono soprattutto i Consorzi pugliesi commissariati della Puglia centro-meridionale: zero progetti approvati, proprio in quei territori – provincia di Barletta Andria Trani, area metropolitana di Bari, province di Lecce, Brindisi e Taranto – che hanno più bisogno di uscire dalla perenne emergenza idrica degli ultimi decenni, fortemente aggravatasi negli ultimi anni.

“Sono stati finanziati 149 progetti presentati dai Consorzi di Bonifica di tutta Italia – spiega CIA Agricoltori Italiani della Puglia in una nota – per un ammontare complessivo di investimenti pari a 1,6 miliardi di euro. La nostra regione ha bisogno di infrastrutture che garantiscano acqua a uso irriguo. Occorre che quei consorzi tornino a essere amministrati da agricoltori, nel solco del modello virtuoso fornito dai Consorzi della Capitanata. Siamo di fronte a una situazione che rischia di andare nella direzione opposta allo spirito che dovrebbe animare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Chiediamo che il Ministero, le Regioni e gli enti coinvolti sappiano garantire agli agricoltori e ai cittadini pugliesi un adeguato livello di investimenti nelle infrastrutture irrigue. Alla politica regionale chiediamo di agire subito, prima che sia troppo tardi. Per l’utilizzo di tutte le risorse e per intercettare i finanziamenti attualmente a disposizione o che a breve si renderanno disponibili occorre istituire una cabina di regia composta da professionisti esperti, anche al di fuori degli stessi consorzi commissariati, che monitori la situazione, prenda atto dello stato della rete di distribuzione irrigua e proceda di conseguenza. L’agricoltura altamente specializzata della Puglia non può attendere i tempi della burocrazia, ne può fare a meno della risorsa idrica, che al momento è garantita, per quanto riguarda la Puglia centrale e meridionale, solo ed unicamente da acque provenienti dalla Basilicata”. Per CIA Puglia, inoltre, si pone molto seriamente una “questione Consorzi commissariati” a tutto tondo: a cominciare da un meccanismo che leghi le retribuzioni dei dirigenti alla reale produttività, garantendo un minino sindacale e agganciando il resto ai risultati ottenuti. Il problema rappresentato dalla scarsa efficienza delle decennali gestioni commissariali potrebbe penalizzare pesantemente, anche nel caso degli investimenti in ambito PNRR, l’agricoltura pugliese.

Sulla desertificazione in Puglia è intervenuta anche Coldiretti Puglia. “In Puglia le aree a rischio desertificazione sono pari al 57% del territorio regionale per i perduranti e frequenti fenomeni siccitosi, dove per le carenze infrastrutturali e le reti colabrodo viene perso l’89% della pioggia caduta. Servono interventi infrastrutturali per non disperdere l’acqua piovana e manutenzione ordinaria e straordinaria di canali di scolo, invasi e reti irrigue, abbandonati a se stessi da decenni”, ha detto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. Gli agricoltori – aggiunge la Coldiretti Puglia – stanno facendo la loro parte con un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

In Puglia oltre il 52% dell’irrigazione è “a goccia” e con “micro irrigazione”, prova del continuo sforzo – insiste Coldiretti Puglia – per il risparmio dell’acqua e mal si coniuga con le importanti perdite d’acqua lungo la rete distributiva dei Consorzi di Bonifica commissariati, non assecondando, quindi, le spinte all’innovazione, soprattutto dei giovani imprenditori agricoli, molto più aperti all’impiego delle tecnologie e molto più attenti alla razionalizzazione delle risorse.

Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire – conclude Coldiretti Puglia – adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030.

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