Agricoltura: nuove tecniche di coltivazione per gli olivicoltori. A Monopoli il primo corso

Il corso è organizzato dall’Oleificio Cooperativo di Monopoli ed è finanziato dall’AGEA, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura. Sono 30 i partecipanti

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Photo © Ruben Rotundo

Inaugurato il primo corso di formazione per olivicoltori a Monopoli.

Il corso, organizzato dall’Oleificio Cooperativo di Monopoli e finanziato da AGEA, agenzia per le erogazioni in agricoltura ai sensi dei regolamenti Ue n. 611/2014 e n. 615/2014, ha visto la partecipazione di 30 agricoltori che hanno seguito con grande interesse gli appuntamenti nelle sale della struttura Parco Belvedere in via San Marco a Monopoli.

L’Oleificio Cooperativo, da 50 anni sul territorio con i suoi oltre 500 soci provenienti da Monopoli e dall’hinterland ed un fatturato medio (condizionato dall’annata) di oltre 3 milioni di euro, ha ottenuto due anni fa il riconoscimento di O.P.. «Le Organizzazioni Produttive sono sostenute dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Agricoltura – spiega Giovanni Martellotta, presidente dell’Oleificio Cooperativo – perché l’U.E. favorisce l’unione degli agricoltori. Grazie a questo riconoscimento si può accedere a bandi specifici che finanziano progetti aziendali che favoriscono l’acquisto di prodotti in forma sperimentale per i soci. Questo è il primo anno che partecipiamo al bando. Stiamo proponendo questa nuova modalità operativa».

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Il corso, diviso in sei appuntamenti per complessive 30 ore, ha visto la partecipazione di relatori esperti e di agronomi, che hanno spiegato ai partecipanti tecniche innovative di coltivazione dell’Olivo, spaziando dalle qualità dell’acqua, alla tipologia del terreno, alle colture stagionali, alle sostanze nutritive fino a nuovi strumenti per un’agricoltura integrata con l’ambiente e l’ecosostenibilità.

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Photo © Ruben Rotundo

Fondamentale per l’agricoltura è l’acqua. Il prof. Gennaro Brunetti, professore associato del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari, ha spiegato la qualità delle acque ad uso irriguo. «La durezza dell’acqua non è un problema per le colture ma per gli impianti. La salinità invece è un problema che riguarda le colture. Il problema serio per i terreni è il sodio che, se presente in concentrazioni elevate, e per contro con una bassa concentrazione di sali di calcio e di magnesio, può provocare danni alla struttura del terreno, anche irreparabili. L’ulivo tollera bene la scarsezza di acqua e la salinità. Ciò non vuol dire però che bisogna innaffiarlo con l’acqua salmastra, perché con un eccesso di sali si può avere un calo della produzione di olive».

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Discorso a parte per le acque di vegetazione. «Invece di utilizzare le acque di falda – spiega Brunetti – è possibile usare acque reflue soprattutto olearie, ma anche zootecniche, le cosiddette acque di vegetazione. Contengono sostanze organiche ma bisogna usarle con molta attenzione, dosi misurate, solo su terreni che possono trattenerle, evitando terreni sabbiosi perché altrimenti potrebbero inquinare le falde acquifere. Una rigida normativa ne regolamenta l’utilizzo. Necessarie le relazioni dell’agronomo e del geologo. Queste acque, se ben controllate e gestite, possono risolvere il problema della siccità in annate particolari per molte colture».

«Le acque di vegetazione – spiega il dott. Claudio Cocozza, ricercatore sempre del Di.S.S.P.A. – portano acqua e sostanza organica che si integra facilmente con i nostri suoli. È sufficiente rispettare le dosi di distribuzione delle acque di vegetazione che sono 50 mc per i cicli discontinui e 80 mc per i cicli continui, per evitare qualsiasi tipo di anomalia».

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Photo © Ruben Rotundo

L’ultima lezione si è tenuta in un uliveto. Un esperto potatore ha dimostrato ai corsisti come utilizzare una macchina semovente con cestello elevatore adatta per la potatura dell’Olivo, in particolare delle piante monumentali e secolari. La macchina, alimentata sia a gasolio e sia con batterie elettriche, permette di ridurre i costi di produzione e manodopera per la potatura, ma garantisce la sicurezza durante il lavoro, che oggi viene svolto ancora con l’utilizzo di scale appoggiate all’albero. Per la raccolta, invece, attraverso uno scuotitore semovente si possono raccogliere maggiori quantità di olive in tutta sicurezza, senza danneggiare l’albero.

Insomma, questo corso si è dimostrato molto utile per gli olivicoltori che ora possono gestire con più accuratezza e con maggiori sicurezze la prossima campagna olearia.

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