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Agnone, rintocchi millenari (a prova di inquinamento acustico)

Venezia fa la guerra al rintocco indiscriminato delle campane? Agnone il rintocco delle campane invece se lo gode. Anzi, sulle campane questo incantevole centro dell’alto Molise, ci ha costruito praticamente la sua storia.

I fratelli Pasquale e Armando Marinelli

Ed è una storia millenaria marchiata con il fuoco e il bronzo. La storia infatti dice che campane in bronzo di notevoli dimensioni si fondessero ad Agnone già prima del 1200. Di certo un Nicodemo Marinelli “campanarus” fuse una campana di due quintali per una chiesa del frusinate. Campane cesellate, autentici capolavori e risalenti al 14mo secolo sono conservate in parte nel Museo Marinelli adiacente la fonderia; tutte le altre invece rintoccano dai campanili delle maggiori chiese d’Europa, d’Africa, d’America e del Giappone. La Fonderia, che ora viene gestita dai fratelli Pasquale e Armando Marinelli, ha conosciuto momenti bui solo durante il primo conflitto mondiale. Il bronzo delle campane venne requisito per la costruzione delle armi, ma già nel 1924 il papa Pio XI concesse ai Marinelli il privilegio di fregiarsi dello stemma pontificio. I Marinelli ricominciarono a fondere campane nel 1949, subito dopo la fine della II guerra mondiale. Alla fonderia agnonese fu assegnato il compito di progettare e fondere le campane per l’abbazia di Montecassino, in fase di ricostruzione dopo i bombardamenti. Da allora le campane di Agnone fanno sentire i loro rintocchi (molto più bassi del suono di una sirena di un’ambulanza –precisano Pasquale e Armando Marinelli, da sempre attenti ai temi dell’inquinamento acustico) in molte parti del mondo, a sottolineare con il loro suono cristallino eventi e ricorrenze.

La tradizione dice che la fonderia Marinelli esistesse già dal XIIImo secolo

La storia recente dice che nella fonderia agnonese si sono tenuti concerti con celebri percussionisti e che tra i visitatori più famosi dell’adiacente Museo delle Campane ci sia stato papa Giovanni Paolo II. La Chiesa, che è in pratica il datore di lavoro dei Marinelli, nel corso dei secoli ha commissionato campane in ogni luogo in cui esiste una comunità cattolica, ma i Marinelli non hanno mai dimenticato particolari ricorrenze legate alla storia italiana. Per questo hanno consegnato lo scorso anno al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la campana dell’Unità d’Italia. E’ stata fusa in due esemplari e pesa 100 chili. Una è conservata nel museo delle campane ad Agnone, l’altra al Quirinale.

E al fascino dei rintocchi agnonesi non ha resistito neppure il Giappone: i Marinelli infatti stanno lavorando ad una campana che sarà installata in un parco pubblico di Tokyo. Insomma, in qualsiasi parte del mondo dove c’è una campana… c’è il Molise.

(info per chiunque volesse visitare la Fonderia e il Museo delle Campane: Fonderia Marinelli via F. D’Onofrio 14 – Agnone -Isernia – Telefono: 086578235)

 

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