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Agenda Digitale a Bari, il futuro è qui

La strada per una città Smart, come Bari si avvia ad essere, incrocia necessariamente la strada dell’Agenda Digitale. Il capoluogo si sta attrezzando da tempo e i risultati si sono potuti toccare con mano oggi con la sigla  dell’accordo quadro tra Comune e Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, per implementare con una serie di attività l’Agenda Digitale e per lo sviluppo della cittadinanza digitale. A firmare l’accordo, il sindaco Antonio Decaro e il rettore Felice Uricchio. L’accordo garantirà ufficialmente il supporto scientifico dell’Università degli Studi di Bari, sulla base di ricerche ed esperienze già maturate in ambito nazionale ed internazionale.

Da tempo l’assessorato comunale all’Innovazione e l’Università hanno avviato un percorso di approfondimento, in particolare per gli aspetti legati alla crescita del “capitale umano” finalizzati allo sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo della città, intesa come comunità pronta a condividere nuove competenze ed esperienze. Si sta puntando molto sul progetto di dematerializzazione dei servizi (EGOV); meno di tre mesi fino ad oggi sono state 2856 le pratiche online, e il servizio più richiesto è stato la visura della posizione anagrafica (1095), seguito dal certificato di stato di famiglia (503). Fanalino di coda la compilazione di autodichiarazioni varie (77).

foto accordo quadro Comune Università agenda digitale

Il rettore dell’Università “Aldo Moro”, Felice Uricchio, e il sindaco di Bari Antonio Decaro firmano l’accordo quadro per l’implementazione dell’Agenda digitale

Ma l’agenda digitale si sta posizionando bene anche su altri settori, come ha spiegato un entusiasta Decaro: «Stiamo progettando – ha detto – una città intelligente innovando tutti i servizi pubblici attraverso le nuove tecnologie: la Bari guest card app per la mobilità e il monitoraggio del traffico, telecamere diffuse sul territorio e presto anche la gestione dei rifiuti con i tag, sensori per la qualità dell’aria».

Se però i cittadini non sono in grado non solo di comprendere l’utilizzo di alcuni strumenti ma soprattutto di saperli utilizzare, tutte le app di questo mondo saranno inutili. Di qui l’impegno del Comune che sta lavorando a un’agenda digitale che si animi attraverso una comunità digitale, fatta di tanti cittadini digitali. «Tutto questo non ha senso – ha detto Decaro – se anche solo un cittadino rinuncia al certificato online, perché non ci crede o perché trova lo strumento incomprensibile e continua a recarsi agli sportelli». Da questa considerazione alla collaborazione con l’Università il passo è breve.

L’Ateneo – i dati li ha forniti il  rettore Uricchio – ha già  digitalizzato oltre 700mila volumi e dal 4 al 10 aprile, in concomitanza con altre Università di tutta l’Italia, ospiterà la  settimana nazionale della cultura digitale

Prevista, al termine di questa programmazione, la convocazione degli stati generali dell’Innovazione, cui non solo gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini potranno partecipare. Nel frattempo, come ha annunciato  l’assessore all’Innovazione Angelo Tomasicchio, verranno avviati percorsi di coinvolgimento e attivazione della cittadinanza sui temi della digitalizzazione della PA per mostrare a tutti come le tecnologie ormai siano parte della nostra vita quotidiana.

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