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Africa, rompiamo il silenzio! L’appello di padre Alex Zanotelli

L’appello del padre comboniano Alex Zanotelli rivolto ai giornalisti a non dimenticare l’ Africa diventa di straordinaria attualità e sollecita le coscienze a prendere consapevolezza dei reali problemi del continente: uno tra tutti la desertificazione dovuta al cambiamento climatico

Alex Zanotelli è un padre missionario italiano della comunità dei Comboniani; conosce profondamente l’ Africa di cui ha condiviso le tragedie vivendo in prima persona situazioni al limite del vivibile, ad esempio nella baraccopoli di Korogocho, nei pressi di Nairobi. Da direttore del periodico Nigrizia prima, della rivista Mosaico di Pace poi,  ha fatto conoscere all’opinione pubblica lo scandalo del commercio delle armi e dei sempre troppo poco chiari rapporti tra grandi potenze e governi locali.

Africa

Padre Zanotelli ha lanciato un accorato appello ai giornalisti affinchè l’Africa non venga dimenticata

Nel luglio del 2017 padre Zanotelli lanciava un accorato appello ai giornalisti affinchè l’Africa non venisse dimenticata. Ad un anno di distanza, quell’appello viene rilanciato sui media perché  acquista una nuova tragica attualità e impone alle coscienze, non solo di chi opera nel mondo dell’informazione ma di tutti noi in quanto persone, di andare oltre l’indignazione e prendere posizione e di rigettare, anche con gesti concreti, la politica dei respingimenti.

Ambient&Ambienti ha sempre guardato con attenzione ai problemi dell’Africa; ha riportato esempi positivi di buone pratiche così come ha puntato il dito contro gli effetti disastrosi nei cambiamenti climatici, tra le cause principali dell’esodo, per certi versi biblico, dai paesi subsahariani verso le coste del Mediterraneo.

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Ora anche noi vogliamo rilanciare l’appello di padre Zanotelli, che vi invitiamo a leggere con attenzione. E vogliamo, con l’occasione, chiedervi di farci conoscere storie, situazioni, casi belli e brutti che abbiano come comune denominatore l’Africa: storie di integrazione, di rispetto del territorio, di battaglie vinte, ma anche di disagio, di offesa all’ambiente, di interessi troppo personali e poco collettivi. Scriveteci o metteteci in contatto con  persone e storie: Ambient&Ambienti non volta le spalle al disagio.

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Padre Zanotelli: “E’ inaccettabile il silenzio sull’Africa”

«Cari colleghi e colleghe,
scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!).
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa), ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’Onu.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!!)

L’ONU: “Entro il 2050 dall’ Africa circa cinquanta milioni di profughi climatici”

padre alex zanotelli

Il missionario comboniano padre Alex Zanotelli

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’«invasione», furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al Sistema economico-finanziario. L’Onu si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’Eni a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti.

Padre Zanotelli: “Non possiamo rimanere in silenzio”

Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?). Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’ Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Vigilanza sulla Rai e alle grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un‘altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.
Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.»

 

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