Aeroporto di Grottaglie, centro italiano di riciclo degli aerei

Grazie ad una ATI, per 20 anni si potranno smontare aerei e riciclare quasi tutti i pezzi. Primo in Italia, sarà operativo in 2 anni e smantellerà in media 12 aerei all’anno

 

da sx: Vito Miccolis, direttore generale Ecologica SpA; Antonio Albanese, presidente Gruppo Cisa, on.le Vannia Gava, Viceministro MASE; Antonio Maria Vasile, presidente Aeroporti di Puglia; Patrizio Summa, direttore pianificazione strategica e progetti speciali Aeroporti di Puglia

L’aeroporto di Grottaglie diventerà il primo centro di smontaggio e riciclo degli aerei in Italia. Un’opportunità resa possibile grazie ad un’associazione temporanea di imprese, guidate dalle aziende pugliesi Ecologica spa e Cisa spa, operanti nel settore delle grandi bonifiche e nella valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti. L’obiettivo è questa operazione è recuperare e riutilizzare una quota tra l’85% e il 90% degli aeromobili, tra commercializzazione dei pezzi di ricambio e riciclo dei materiali. Il progetto è stato presentato a Ecomondo alla presenza del viceministro MASE, Vannia Gava.

La concessione è ventennale da parte di Aeroporti di Puglia: grazie a un investimento privato di circa 16 milioni di euro che interesserà una superficie complessiva di oltre 18mila metri quadrati, nello scalo aeroportuale jonico “Arlotta” è prevista la costruzione di un hangar, lungo 80 metri e largo 82, in cui saranno smontati e “rigenerati” i singoli aerei, e sarà realizzata una palazzina magazzino-uffici. L’attività produttiva sarà ispirata ai criteri di massima sostenibilità: infatti, per quanto riguarda il risparmio energetico, oltre a un impianto fotovoltaico completo di sistema di accumulo nonché di impianto solare-termico, la copertura dell’hangar sarà realizzata in modo tale da ottimizzare al massimo la luce naturale risparmiando una notevole quantità di energia.

Il centro di Grottaglie, differenziandosi da alcuni esempi europei, è all’interno di un sistema logistico che vede come partner la Gesfa, azienda che gestisce una piattaforma cargo e attualmente opera per conto di Boeing per il trasferimento diretto negli Stati Uniti delle fusoliere prodotte nello stabilimento Leonardo di Grottaglie.

Il piano industriale prevede la costruzione dell’impianto in due anni, dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie, mentre una volta a regime si prevede un “traffico” di almeno 12 aerei l’anno fra le tre differenti tipologie in base alla fusoliera (“narrow body”, “wide body” e “regional jet”, ovvero aerei di grandi, medie e “piccole” dimensioni).

L’obiettivo del progetto si colloca in un contesto internazionale che prevede un piano di dismissione di oltre 1.000-1.500 aerei civili l’anno nei prossimi 15 anni con un avvicendamento che vedrà il parco aeromobili in gran parte rinnovato (senza escludere l’eventuale opzione per i velivoli militari). Il ciclo di vita di un velivolo da trasporto non supera i 25 anni e le nuove scelte ambientali da parte dei costruttori dei giganti del cielo punta a far volare aerei meno pesanti per risparmiare soprattutto sui carburanti oltre che sui costi di costruzione.

Grazie al riuso e riciclo dei vecchi aerei, nel centro di Grottaglie è stimato un volume d’affari di oltre 30 milioni l’anno (per una dozzina di velivoli) attraverso il recupero delle componenti di valore (motori, carrelli, sistemi idraulici, freni, ecc.) destinati a pezzi di ricambio (regolarmente “certificati”) e alla vendita del materiale riciclato (un aereo è composto per il 70% di alluminio, 15% acciaio, 5% rame, 5% titanio, 5% materie plastiche e fibre varie).

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