Gli ulivi monumentali pugliesi sono tutelati dalla legge regionale 14/2007, che li riconosce come «elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale».
Il Consiglio Regionale pugliese ha approvato una modifica alla legge 14/2007. La legge 12/2013 consentirà l’espianto degli ulivi per permettere l’edificazione di opere autorizzate prima dell’entrata in vigore della legge.
Le associazioni che operano per la difesa e la valorizzazione del territorio denunciano i gravi danni che questa legge può arrecare. Adirt – Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio ha scritto una lettera rivolta agli assessori regionali Fabrizio Nardoni (Risorse Agroalimentari) e ad Angela Barbanente (Qualità del Territorio).
La nuova legge consentirà l’espianto degli ulivi esistenti (nella foto di Gianni Avvantaggiato) dalle periferie di centri urbani. Le campagne tra Monopoli (BA) e Fasano (BR) sono quelle maggiormente minacciate dalla speculazione edilizia. Infatti, secondo l’Adirt, «questi centri urbani non hanno mai voluto concordare nulla sulle aree da salvaguardare, mentre era proprio quella dell’immediata vicinanza di oliveti monumentali alle aree urbane la caratteristica paesaggistica da salvare».
Alcuni articoli della nuova legge dispongono il reimpianto degli ulivi espiantati; a garanzia che ciò avvenga, deve essere versato un deposito fideiussorio. Adirt definisce questi provvedimenti uno specchietto per le allodole: il paesaggio olivetato non si tutela riposizionando le piante fuori da un contesto appropriato; inoltre, in relazione agli interessi speculativi in gioco, il valore economico del deposito di garanzia risulterà sempre irrisorio.
La legge 14/2007 è un valido strumento per la tutela del territorio pugliese: Adirt chiede che le modifiche a questa legge siano abrogate.


