Adeguamento ex Ilva: il ministro Cingolani firma il decreto

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Nel testo il ministro impone l’adeguamento alle tre prescrizioni ambientali entro il 30 giugno

 

Il ministro della Transizione Ecologia Roberto Cingolani ha firmato il decreto che impone alla società Acciaierie d’Italia (ex Ilva) le prescrizioni ambientali: gli interventi di adeguamento devono essere completati entro il prossimo 30 giugno.

Un decreto organizzato in 5 articoli, maturato al termine della conferenza dei servizi del 16 giugno scorso che ha visto seduti allo stesso tavolo anche Enti ed amministrazioni interessate, tra cui i Comuni di Taranto e Statte.

L’articolo 2, inerente la “Gestione acque meteoriche aree”, specifica che gli interventi devono essere realizzati nel rispetto della documentazione presentata con la nota del 6 maggio 2021, entro il termine del 31 gennaio 2022, nel rispetto delle specifiche condizioni riportate.

L’articolo 3, inerente le “Emissioni selenio scarico”, chiarisce che gli interventi devono essere realizzati nel rispetto della documentazione presentata con la nota del 6 maggio 2021, entro il termine del 30 aprile 2022, al fine di garantire il rispetto, a partire dal 1 febbraio 2022, del valore limite di emissione previsto.

Con l’articolo 4, invece, il ministro Cingolani ha ritenuto di non concedere proroghe circa gli interventi “Batteria n.12 e nuova doccia 6”, pertanto la società avrà l’obbligo di rispettare il termine fissato per il 30 giugno 2021. Un diniego che ha registrato una maggior compattezza di pareri negativi circa la proroga chiesta dall’azienda, per il tramite di Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria degli impianti), da fine giugno 2021 a fine gennaio 2022.

Ora dobbiamo tutti sperare che i termini vengano rispettati e che si proceda, senza altri indugi, con ulteriori azioni politiche, tecniche, tecnologiche e burocratiche mirare ad evitare che l’acciaieria possa continuare ad avvelenare l’ambiente e la salute dei cittadini, soltanto perché lo Stato e gli enti pubblici locali non hanno compreso da subito, nonostante le proteste dei cittadini, quanto stava accadendo.

Il testo completo del decreto è visionabile qui.

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