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Addio al nobel Wangari Maathai

Si è spenta a Nairobi l’ambientalista e biologa keniota Wangari Maathai, prima donna africana a ottenere il Nobel per la pace, nel 2004. La Wangari è morta all’età di 71 anni mentre si stava sottoponendo ad un trattamento medico contro il cancro. Ad annunciare la sua scomparsa un comunicato del Green Belt Movement, da lei fondato, che ha piantato 20-30 milioni di alberi in Africa contribuendo a fermare la deforestazione. In Italia primi messaggi di rammarico arrivano dal WWF: «Mancherà a tutto il WWF l’energia e la concretezza di Wangari Maathai», si legge in una nota diffusa dall’associazione. In particolare viene posto in rilievo «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace».

«Wangari Maathai era molto concreta e credeva nell’impegno diretto – aggiunge Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia -. Ha avuto inoltre una grande capacità di ‘connessione’. Uno dei grandi problemi che oggi abbiamo è quello di avere una cultura disgiunta, che ci fa vedere le cose come se fossero fra di loro separate. Wangari Maathai – continua il direttore – è sempre riuscita a mettere in connessione i grandi problemi della battaglia ambientale con la giustizia sociale e soprattutto con la democrazia, riconoscendo prima di altri l’importanza di tenere vivo e in salute l’ambiente naturale per poter mantenere in buone condizioni ed equilibrio anche la popolazione che lo abita. Occorre continuare su questa strada per avere un Pianeta capace di futuro»

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