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Ad Expocomfort si parla di NZEB

Fiorita passiva house a Cesena

La Fiorita passiva house a Cesena (in fase di costruzione) è composto da 8 unità immobiliari, è stato progettato secondo lo standard del Passivehouse Institute

Tra poco meno di una settimana Fiera di Milano ospiterà la 40ma edizione 2016 di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, (15-18 marzo – Fiera di Milano) la fiera del Global Comfort Technology. Si tratta di un vero e proprio evento leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili , L’attenzione di questa edizione si focalizza sugli Edifici a energia quasi zero, gli  NZEB: immobili che producono autonomamente quasi tutta l’energia di cui hanno bisogno garantendo allo stesso tempo un alto comfort abitativo.

In attesa che la Fiera apra i battenti, MCE Lab – l’osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE, propone una raccolta di alcuni dei più spettacolari edifici NZEB In Europa, per mostrare come vivrà l’uomo nel futuro. A breve vi racconteremo cosa succede Oltreoceano.

Cosa offre l’Europa – Il BedzedBeddington Zero Energy Development (nella foto)– è un edificio situato a Hackbridg, a 2 miglia dalla cittadina di Sutton (Inghilterra), progettato per essere un edificio completamente sostenibile. È stato costruito fra il 2000 e il 2002 e comprende 82 abitazioni e 777 mq di pannelli solari.

In Germania, a Friburgo per la precisione,  Heliotrope è una casa a basso impatto ambientale, il cui basso consumo è dovuto principalmente alla sua capacità di ruotare secondo l’orientamento del sole e le condizioni atmosferiche, così da sfruttare al massimo il calore e la luce del sole. Durante I mesi caldi, l’edificio espone invece al sole il suo retro, schermato e isolato. Questa capacità riduce notevolmente l’esigenza di riscaldamento e raffrescamento della casa, entrambi soddisfatti da una pompa di calore. L’acqua calda è invece prodotta da pannelli solari, mentre i pannelli fotovoltaici sul tetto dell’edificio producono più energia di quanta serva alla casa.

 In Italia, il K19B, un edificio residenziale di nuova costruzione situato nel cuore di Milano (quartiere Piave nei pressi di Porta Venezia) ha soluzioni tecnologiche

Il K19B, un edificio residenziale di nuova costruzione situato nel cuore di Milano (quartiere Piave nei pressi di Porta Venezia)

Il K19B, un edificio residenziale di nuova costruzione situato nel cuore di Milano (quartiere Piave nei pressi di Porta Venezia)

pensate per ridurre il consumo di energia non rinnovabile, un involucro ben isolato e progettato per rendere l’edificio particolarmente efficiente e un impianto geotermico per la produzione del riscaldamento e del raffrescamento. Restiamo a Milano, col nuovo Campus della Bocconi che dovrebbe essere terminato entro il 2019, progettato come un vero e proprio polo multifunzionale per tutta la città. Oltre a residenza per gli studenti e a centro sportivo con piscina aperto a tutti, il progetto prevede anche la riqualificazione del parco di 17.500 metri quadri dentro al quale si troverà la costruzione, vero e proprio polmone verde della città. Il Campus sarà costruito con una particolare attenzione all’efficienza energetica: il progetto prevede infatti l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di ventilazione ed illuminazione naturale, l’integrazione di muri isolanti al 50% opachi e 50% trasparenti, e un sistema di riciclaggio dell’acqua piovana.

E’ in fase di costruzione (i lavori sono iniziati a giugno 2015), anche la Fiorita passiva house a Cesena. Questo edificio è composto da 8 unità immobiliari, è stato progettato secondo lo standard del Passivehouse Institute ed ha consumi prossimi allo zero. E’ il risultato di un intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione a parità di volume. A differenza dell’edificio originario che non aveva alcun tipo di isolamento termico, la nuova costruzione ha un rivestimento parietale di tipo ventilato: un moto convettivo all’interno della parete produce un raffrescamento naturale e limita la formazione di umidità. Schermi frangisole scorrevoli installati lungo il perimetro esterno dell’edificio consentono di  gestire in maniera funzionale la radiazione luminosa a seconda della stagione e delle esigenze climatiche, sfruttandone o limitandone la capacità riscaldante. Per la produzione di energia elettrica ed acqua calda sanitaria l’edificio sfrutta pannelli fotovoltaici, pannelli solari e una pompa di calore.

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