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ActionAid : petizione contro il “furto della terra”

ActionAid ha lanciato la campagna per dire basta al landgrabbing, cioè l’accaparramento delle terre. Un fenomeno portato avanti da governi e soggetti privati che colpisce migliaia di persone in tutto il mondo, aggravando le condizioni delle comunità rurali già impoverite.

Dal 2000 ad oggi, la corsa globale alla terra è stata portata avanti in aree occupate da comunità rurali, che si trovano ad affrontare le conseguenze negative degli espropri di cui sono vittime. Istituzioni nazionali, regionali e multilaterali, imprese private, attori finanziari e di sviluppo, promuovono politiche e progetti che possono causare l’accaparramento della terra. Secondo Actionaid, la maggior parte di questi accordi avviene senza l’informazione e il consenso delle persone e comunità che vivono su quei territori. In molti casi, le popolazioni autoctone traggono i propri mezzi di sussistenza proprio dalla terra.

Anche l’Italia partecipa alla corsa alla terra. Negli ultimi anni diverse aziende italiane hanno realizzato investimenti in terra su larga scala, in particolare nell’Africa Sub-Sahariana. Tra queste figura anche il gruppo finanziario italiano Tampieri. Nel nord del Senegal, 37 villaggi e una popolazione di 9000 persone fatta di pastori, piccoli allevatori, agricoltori, si stanno opponendo al progetto di investimento agricolo del gruppo Senhuile SA. La joint venture di proprietà del gruppo Tampieri ha ottenuto il diritto a produrre su 20.000 ettari di terra: le popolazioni locali potrebbero non avere più libero accesso a risorse fondamentali quali cibo, acqua, pascoli, legna.

Immagina se domani un’azienda privata volesse impossessarsi dei parchi e delle aree verdi delle nostre città. Con questo slogan, Actionaid invita a firmare online la petizione contro il landgrabbing.

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