Le recenti piogge che hanno interessato la Puglia hanno accresciuto il potenziale inquinante della centrale a carbone Federico II di Brindisi: l’allagamento della trincea del nastro che trasporta il carbone ha causato uno sversamento di polveri di carbone che ha inquinato anche il mare di fronte alla centrale.
In via precauzionale, l’ARPA Puglia ha disposto l’immediata disattivazione delle idrovore che erano al lavoro per liberare il nastro trasportatore dall’acqua piovana, ormai irrimediabilmente contaminata dal carbone. In mare gli inquinanti si diffondono con estrema facilità depositandosi sul fondo o restando in sospensione; con altrettanta facilità entrano nella catena alimentare e, a causa delle le loro proprietà tossiche anche cancerogene, mutagene e teratogene, causano danni diretti alle specie marine e arrivano sulle nostre tavole. Inoltre scarichi idrici con concentrazioni elevate di polveri possono causare localmente un abbassamento della concentrazione di ossigeno nell’acqua, operando da filtro per la luce e intorpidendola.
Alla luce di queste considerazioni, il WWF fa notare come il ripetersi di queste aggressioni stia compromettendo l’intero ecosistema: sembra impossibile che non esista un piano di emergenza ambientale dell’azienda e degli enti pubblici, in caso di eventi climatici, in grado di prevenire l’ennesimo errore umano.
Il WWF, sia a livello locale (attraverso la sezione regionale pugliese e di Brindisi), sia a livello nazionale, prosegue la sua battaglia mediatica e legale contro le centrali a carbone e, pertanto, invita i cittadini a sottoscrivere la petizione on-line Stop Carbone.»


