Acquaviva delle Fonti. Laricchia (M5S) chiede audizione per biodigestore 

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La consigliera regionale del M5S Antonella Laricchia

Approfondire tutti gli aspetti legati al procedimento per la realizzazione di un impianto per il recupero della frazione organica dei rifiuti con produzione di Biometano e Ammendante Compostato Misto nel Comune di Acquaviva delle Fonti. È quanto chiede la consigliera regionale del M5S Antonella Laricchia, che ha depositato una richiesta di audizione in Commissione Ambiente dell’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, del Direttore di AGER Puglia Gianfranco Grandaliano, del presidente della Città Metropolitana di Bari Antonio Decaro, del sindaco del Comune di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci, della referente del GAL Gruppo di Azione Locale – Comitato No al Bio Mostro – Laura Lattarulo, del referente di ‘Zero Waste’ Vito Antonacci e del referente del ‘Comitato Ambiente è Vita’ Mariantonietta Retto.

Laricchia: “Distanze dal centro non rispettate”

Nel 2020 è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa tra il Comune di Acquaviva delle Fonti e la società PANACQ per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica. La stessa società a luglio 2020, ha presentato istanza alla Città Metropolitana di Bari per l’avvio del procedimento per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale per la realizzazione del biodigestore con una capacità di trattamento proposta di 60.000 t/a di FORSU e una produzione prevista di 4.100.000 m3/a di biometano.
“Dagli elaborati presentati nell’ambito del procedimento di autorizzazione – spiega Laricchia – si evince che nell’area individuata per l’impianto sono presenti trulli e muretti a secco e il contesto circostante vede terreni prevalentemente condotti a colture arboree e di uliveti. Parliamo di una zona in cui si trovano anche attività a carattere industriale e artigianale, con il centro abitato residenziale che dista a circa 1 Km dall’insediamento in progetto, mentre il PRGRU individua come fattore escludente per la realizzazione di impianti di compostaggio una distanza inferiore a 2 km dal centro abitato e a 2,5 km da siti sensibili.
È da rilevare come la zona sia molto vicina ad alcune scuole (circa 1,5km), individuate come siti sensibili, per cui è evidente che le emissioni odorigene prodotte sia dall’esercizio dell’impianto che dai mezzi che conferiscono presso lo stesso, potrebbero produrre impatti considerevoli”.

Per questo la consigliera pentastellata chiede di conoscere come si collochi l’impianto nell’ambito della programmazione regionale in materia di rifiuti e, in particolare, nell’ambito della definizione del fabbisogno impiantistico dell’area metropolitana di Bari: infatti risulta già attivo l’impianto Tersan di Modugno e  due impianti di compostaggio di iniziativa pubblica sono in possesso di un’autorizzazione ma non ancora in esercizio. “Inoltre – continua la Laricchia – dall’aggiornamento del Piano rifiuti tra gli impianti privati realizzati e non in esercizio risulta l’impianto Prometeo 2000 di Grumo Appula con una capacità di trattamento autorizzata pari a quasi 114 mila tonnellate annue”.

Tutelare il paesaggio circostante

Per la Cinquestelle è quindi probabile che l’impianto in oggetto per lavorare a regime tratterà rifiuti provenienti anche da altre province o regioni e che quindi non sarà garantito il principio di prossimità e di autosufficienza della gestione. La Laricchia fa anche presente che che l’area interessata presenta elementi tutelati dal PPTR, in particolare una dolina carsica rispetto alla quale, nell’ambito del procedimento di autorizzazione, il Comitato provinciale VIA ha riscontrato carenze documentali e, nel corso di sopralluoghi, è stato riscontrato il suo interramento, tanto che l’area è stata posta sotto sequestro. “Per questo – conclude la Laricchia –  ho chiesto di approfondire attentamente gli aspetti connessi alla presenza della dolina, per prevenire il rischio di alterazioni del profilo geo-morfologico dell’area a seguito della realizzazione dell’impianto e, in particolare, per individuare soluzioni per la salvaguardia della dolina carsica, garantendo il ripristino dello stato dei luoghi.
La priorità è garantire il rispetto delle disposizioni normative vigenti e assicurare ogni azione a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, con particolare attenzione alle possibili emissioni atmosferiche ed odorigene”.

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