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Acquacoltura biologica, chi la conosce alzi la mano

Introduzione

L’acquacoltura è una delle industrie a più alto tasso di crescita a livello mondiale, con una produzione di circa il 40% del pesce consumato oggi, raggiungendo 51.653.329 tonnellate di pesce prodotto nel 2006 (FAO, 2008).

L’impatto che l’acquacoltura ha sull’ambiente è enorme. Con l’aumento della popolazione mondiale, una delle sfide più importanti è quella di produrre proteine ad alto valore nutritivo a costi ridotti, e con il minimo impatto sull’ambiente. In questo articolo si descrive in breve la legislazione relativa all’acquacoltura biologica, e la percezione che i consumatori hanno riguardo l’acquacoltura.

un esempio di impianto di acquacoltura intensiva in Grecia

Legislazione per l’acquacoltura biologica

Per distinguere l’acquacoltura biologica dalla normale acquacoltura, la legislazione deve comprendere norme riguardanti la qualità della vita dei pesci, le norme igieniche, l’alimentazione, il trasporto e, non ultimi, i temi ambientali. La studiosa X. Biao ha elencato le principali caratteristiche dell’acquacoltura biologica (Biao, 2008):

• Sistema di produzione estensivo, allevamenti a bassa densità

• Monitoraggio ambientale e utilizzo del management ambientale per migliorare i processi tenendo conto dell’ecosistema naturale

• Minimizzazione di inquinamento chimico o dovuto ai mangimi

• Riciclaggio e rigenerazione dei nutrienti

• Allevamento di specie acquatiche endemiche, favorendo anche la policoltura, ovvero l’allevamento nella stessa unità di coltura di specie che appartengono a differenti livelli trofici

• Proibizione dell’uso di additivi chimici e antibiotici

• Piano di produzione a lungo termine per uno sviluppo sostenibile dell’allevamento

• Mantenere l’allevamento entro i limiti della sostenibilità dell’area naturale.

Queste indicazioni sono contenute nel Regolamento Europeo CE n.710/2009 del 5 agosto 2009, entrato in vigore il 1° Luglio 2010. Queste norme garantiscono la sostenibilità degli allevamenti biologici, dall’uso delle materie prime, che devono provenire da attività di pesca con metodi sostenibili, allo spazio nelle vasche, che deve garantire il benessere degli animali. Il fondo delle vasche deve essere simile all’habitat naturale. E’ stabilito un coefficiente di densità massimo, ovvero il numero massimo di animali presenti in ogni vasca. Per i pesci allevati in recinti in acque aperte, come merluzzi, spigole ed orate di mare, il coefficiente è pari a 15Kg/m3 (solo per il rombo è pari a 25Kg/m3), mentre per le specie allevate in lagune costiere e di marea, come le triglie e le anguille, il coefficiente si abbassa a 4 Kg/m3.

Sono previste anche rigorose regole per i trattamenti in vasca. Gli animali devono essere manipolati il meno possibile e, se strettamente necessario, le manipolazioni non devono arrecare danni fisici o stress ai pesci. Una volta raggiunta la taglia adatta alla vendita, l’animale deve essere stordito per provocare la minore sofferenza possibile durante la macellazione.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è assolutamente vietato l’uso di ormoni e derivati. I mangimi devono anch’essi provenire da agricoltura biologica.

il banco del pesce di un mercato ittico

il banco del pesce di un mercato ittico

La percezione dei consumatori

La richiesta di alimenti biologici è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. L’Europa è il più grande mercato del mondo per i prodotti biologici ($13,7 miliardi nel 2004, pari al 49% delle vendite). L’aumento della quota di mercato “biologica” è salito dal 5 al 10 % dal 2003 al 2005 in diverse nazioni europee (Bonny, 2006).

In gran parte dei Paesi dell’Unione Europea si riscontra un interesse crescente verso il benessere degli animali, oltre all’impatto dell’industria alimentare sull’ambiente. Tutti questi motivi consentono all’acquacoltura biologica di essere in una posizione privilegiata nel mercato alimentare, perchè i consumatori hanno voglia di pagare un prezzo più alto per acquistare pesce environmentally friendly. Nonostante questo, numerose ricerche hanno rilevato che i consumatori sono spesso confusi riguardo il concetto di “pesce biologico” (Aarset et al., 2004). Una causa è da ricercare nella molteplicità degli organismi certificatori, che crea scetticismo nel consumatore (Aarset et al,. 2004).

Le varie (a volte errate) interpretazioni della parola “biologico” sono causate soprattutto dalla molteplicità degli organismi certificatori. Per risolvere questo problema, l’Unione Europea ha cercato di mettere ordine in questo settore attraverso regolamenti specifici. Il regolamento n. 710/2009 della Commissione Europea del 5 agosto 2009 stabilisce tutti i criteri per la produzione animale da acquacoltura biologica.

I consumatori più attenti si trovano davanti al dilemma della scelta: è meglio pesce selvaggio o pesce allevato? La prima scelta è percepita come più naturale, ma l’insostenibile livello delle catture sta conducendo al sovra-sfruttamento degli stock ittici. Il pesce allevato, d’altra parte, è ancora associato a bassa qualità, inquinamento delle acque e mancanza di tutele per gli animali (Webeke et al.,2007). L’acquacoltura biologica può rappresentare la terza alternativa: può infatti essere vista come la soluzione per interrompere l’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, ed al tempo stesso offrire pesce di qualità superiore all’acquacoltura tradizionale.

Bibliografia

Aarest, B., Beckmann, S., Bigne, E., Beveridge, M., Bjørndal, T., Bunting, J., McDonagh, P., Mariojouls, C., Muir, J., Prothero, A., Reish, L., Smith, A., Tveteras. R., Young, J. 2004. The European consumers’ understanding and perceptions of the “organic” food regime. The case of aquaculture. British Food Journal. Vol. 106, No. 2, pp. 93-105.

Biao, X., 2008. The development of and prospects for organic aquaculture worldwide, Outlook on Agriculture, Vol. 37, No. 4., pp. 255-260

Bonny, S., 2006. Organic farming in Europe: situations and prospects, INRA – Institut National de la Recherche Agronomique, France.

Verbeke, W., Vanhonacker, F., Sioen, I., Van Camp, J., De Henauw, S., 2007. Perceived importance of sustainability and ethics related to fish: a consumer behaviour perspective, Royal Swedish Academy of Sciences, Vol. 36, No. 7, November 2007.

FAO 2006 Yearbook fishery statistics summary, 2008 Food and Agriculture Organization of the United Nations, Italy.

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