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Acqua!

“Luoghi, paesaggi territori”: si interroga su questi aspetti il ricco volume curato da Michele Ercolini e che raccoglie venti saggi scritti dai massimi esperti del settore, tutti riuniti per affermare un concetto semplice ma assai efficace: che l’acqua domina con la sua presenza i luoghi e li modifica profondamente, anche quando sembra che ne sia imprigionata, perfino violentata. Ecco perchè – ed è l’altro pensiero di fondo nel volume – con l’acqua bisogna fare i conti e restituirle quel ruolo di protagonista del paesaggio che le compete.

Ercolini – neanche quarant’anni ma un curriculum ricco di prestigiose collaborazioni e significativi incarichi – organizza i lavori raccolti nel volume in 4 “macrotemi” (chiamarli capitoli sarebbe riduttivo): “Dimensioni”, “Autorità”, “Sfide”, “Qualità”. Nel primo blocco di scritti compare uno dei temi-guida dell’intero volume, ossia quello del rapporto uomo-fiume e della sua dimensione quasi sacrale; si indaga inoltre su questioni come il climate change, o la necessità di una strategia di norme internazionali – perchè «serve pensare all’acqua come bene comune e diritto umano», scrive Ercolini nella sua prefazione.

La seconda parte del volume parla invece di “Autorità”: ad esempio dell’Autorità di bacino, ossia degli enti preposti a dirigere e pianificare lo sviluppo del territorio in stretto rapporto col bene-acqua. Ma per “Autorità” si intende anche la “capacità” di saper individuare linee di indirizzo e di operatività tali da incrociare – e armonizzare – i livelli decisionali di Stato, Regioni ed Enti Locali, spesso in contrasto o quantomeno incapaci di dialogare tra loro. Il tema della gestione delle acque viene così affrontato con un’analisi accurata delle varie leggi che si sono succedute sull’argomento e che, si sottolinea, nascono in gran parte all’indomani dei grandi disastri italiani . Anche in questa sezione la conclusione ideale è affidata ad un richiamo a norme non italiane europea, in particolare a quella Direttiva 2007/60 che sposta l’ottica di intervento «dalla riduzione del rischio alla gestione dello stesso», scrive ancora Ercolini, in quanto obbliga gli stati dell’UE a istituire leggi-quadro per la valutazione e la gestione del rischio alluvioni.

Barcellona: Waterfront

Si passa poi alle “Sfide” che la gestione delle acque lancia in questi ultimi tempi. In questa parte del volume si ragiona di concetti come “Bioregione”, “Bioregione urbana”, “contratti di fiume”, concetti, questi che evocano una dimensione progettuale nuova rispetto al passato fatta di un’armonica coesistenza di spazi aperti e chiusi in cui l’acqua, il fiume in particolare, sia protagonista. E’ quello che accade a proposito del waterfront, che sempre più nelle città moderne si contraddistingue per la sua autonomia ma che costituisce anche fonte di aggregazione sociale, segno di confronto tra epoche e culture diverse che in quelle città si sono succedute, cartina di tornasole delle relazioni tra le forze economiche del posto.

Argomento conclusivo trattato è quello della “Qualità”, parola che lega tra loro l’Acqua e il Paesaggio. Tre i casi virtuosi di qualità paesistica ottenuta attraverso una sapiente gestione dei luoghi che ruotano intorno alle acque: il primo è il tedesco Floodscape, che determina nuovi paesaggi sui fiumi Fulda e Diemel, senza stravolgere l’esistente. L’altro caso è Piano strategico ValEnza_2010, capace di far dialogare tra loro i paesaggi cosiddetti “eccezionali”, quelli “ordinari” e quelli “degradati”. Ultimo ad essere presentato è il progetto per i pontili del Po, che restituisce nuova vita a cave abbandonate o boschi.

Un volume denso questo Acqua!, ricco di esperienze, riflessioni, progetti, suggestioni. Perchè l’acqua è la vita: e la vita è fatta di tutte queste cose e di tante altre ancora. Proprio come l’acqua.

AA.VV. Acqua! – Luoghi, paesaggi, territori (a cura di Michele Ercolini) Aracne, 2012, pagg. 423, € 20,00

 

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