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Acqua pubblica: il ritorno della “capa di ferro”

La home page di Aqua Italia

È in corso a Genova il primo Festival dell’acqua italiano. A celebrare il prezioso elemento, centoventi relatori e oltre trenta appuntamenti, in sette giorni. Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) federata ad ANIMA – Confindustria, ha scelto il capoluogo ligure come palcoscenico, per presentare, nella persona di Lorenzo Tadini, la seconda edizione del Manuale Operativo sui Chioschi dell’acqua, aggiornato al 2011; uno strumento nato dal confronto tra Aqua Italia, Federutility e l’Istituto Superiore di Sanità. Aqua poi inaugurato una nuova fontanella pubblica. Infatti, sempre più Amministrazioni locali hanno già in programma l’installazione di fontanelle pubbliche in piazza. Le fontanelle sono regolamentate e controllate a tutela dell’ambiente circostante e abbelliscono le città come veri e propri arredi urbani totalmente personalizzabili in termini cromatici e grafici. A oggi esistono più di 350 installazioni in grado di erogare dai 2 ai 3 m³ al giorno di acqua.

Il Comune di Genova, invece, ha inaugurato il nuovo Chiosco dell’Acqua in Piazza Caricamento. L’installazione offre ai cittadini genovesi acqua naturale refrigerata e gasata non trattata in quanto, come sottolinea Carlo Senesi, Assessore Città Sostenibile, Ciclo delle Acque, “l’acqua di Genova è una valida alternativa a quella commercializzata e, con la fontanella pubblica, vogliamo comunicare ai cittadini e ai turisti che la nostra acqua è buona e va valorizzata”. Da una ricerca di Aqua emerge che quasi la metà degli italiani direbbe addio alle vecchie casse di acqua minerale in bottiglia per approvvigionarsi ai chioschi, dove può godere dell’erogazione pubblica, gratuita o dietro pagamento di un minimo contributo.

Le moderne strutture, dotate addirittura di schermi LCD e, in alcuni casi, di sistemi interattivi come i moderni monitor touch screen, sono veri e propri veicoli di comunicazione tra le realtà locali e cittadini. Promuovono l’uso consapevole dell’acqua e, in particolare, il concetto di sostenibilità perché i chioschi sono alimentati direttamente dall’acquedotto. Motivo per cui l’acqua trattata è considerata un prodotto “a chilometro zero”. Senza contare la notevole riduzione dell’uso delle bottiglie di plastica. A titolo esemplificativo, il prelievo annuo di 300.000 litri di acqua da un Chiosco consente un risparmio di 200.000 bottiglie di PET da 1,5 litri, equivalenti a 60.000 kg di PET in meno da smaltire o avviare al recupero. Ne deriva, quindi, la mancata produzione dello stesso che consente un risparmio di 1.380 kg di CO2 e la mancata emissione di 7.800 kg di CO2 per il trasporto (dato stimato su una tratta media di 350 km).

La fontanella donata dall'Acquedotto Pugliese alla Città di Genova

All’evento genoano ha partecipato anche l’Acquedotto Pugliese. L’Amministratore unico Ivo Monteforte ha scelto la Città di Genova per divulgare la conoscenza dell’Acquedotto pugliese per la provenienza ligure della Società Anonima Ercole Antico, che si aggiudicò la gara per la realizzazione del canale principale e la successiva gestione. La concessione fu poi revocata per evitare che «l’Acquedotto pugliese doveva servire non a dare a bere ai pugliesi ma a dare da mangiare ai genovesi» disse Gaetano Salvemini. Dopodiché fu costituito il soggetto pubblico Ente Autonomo. Ivo Monteforte, accompagnato dall’Assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, ha donato al Comune di Genova una fontana storica dell’Acquedotto pugliese – la capa di ferro per noi baresi –  installata nello spazio antistante il Museo del mare nel Porto antico.

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