Acqua, la Puglia sempre più assetata

Foto di Margit Wallner da Pixabay

Amati: “Per mancata manutenzione dighe abbiamo buttato 166 miliardi di litri”

 

La Puglia ha sete. Da sempre. Anche se l’AQP sta sistemando la rete idrica, gli interventi sugli invasi sono ancora fermi. A denunciare questa anomalia è il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della commissione regionale bilancio e programmazione.

Complessivamente, sono stati riversati in mare lo scorso inverno 176,8 milioni di metri cubi d’acqua potabile, per ragioni di sicurezza dagli invasi del sistema idrico che serve il territorio pugliese. Amati ha affrontato il problema in commissione regionale.

«Per la mancata manutenzione straordinaria di cinque dighe – spiega Amati – abbiamo buttato a mare 166 miliardi di litri d’acqua. Eppure ci sono 12,5 milioni a disposizione per fare questi lavori, ma tutto si ferma tra ricorsi e burocrazia e c’è una sesta diga, la Pappadai, che risulta inutilizzata e potrebbe contenere 20 miliardi di litri d’acqua. Uno spreco da fare spavento».

Vediamo nel dettaglio l’analisi di Amati. «Diga di Conza della Campania: massimo invaso 61,81 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 45,50 miliardi; si sprecano, quindi, un potenziale di 16,1 miliardi di litri l’anno, nonostante un finanziamento per manutenzione di 2 milioni di euro. Nell’ultimo anno sono stati buttati a mare 51 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.

Diga del Pertusillo: massimo invaso 155,00 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 104,72 milioni; si sprecano, quindi, un potenziale di 50,28 milioni di metri cubi, nonostante un finanziamento per manutenzione di 1,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno sono stati buttati a mare 48 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.

Diga di Monte Cotugno: massimo invaso 480,70 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 285,70 miliardi; si sprecano, quindi, un potenziale di 195 miliardi di litri, nonostante un finanziamento per manutenzione di 5 milioni di euro. Nell’ultimo anno sono stati buttati a mare 67,8 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.

Diga Saetta: massimo invaso 3,48 miliardi di litri; invaso autorizzato 2,53 miliardi; si sprecano, quindi, un potenziale di 0,95 miliardi, nonostante un finanziamento per manutenzione di 2,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno non sono state effettuate manovre di alleggerimento.

Diga del Locone: massimo invaso 118,49 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 57,00 miliardi; si sprecano, quindi, un potenziale di  61,49 miliardi di litri, nonostante un finanziamento per manutenzione di 1,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno non sono state effettuate manovre di alleggerimento.

La diga Pappadai, invece, è una straordinaria opera idraulica abbandonata e quindi mai utilizzata. Se vi fosse impegno e determinazione si poterebbe, nel giro di qualche mese, destinarla a uso potabile e irriguo,  convogliare le acque del Sinni e tenere a disposizione quindi 20 miliardi di litri, che per il mancato esercizio della diga possono considerarsi persi.

Spero che l’audizione svolta in Commissione possa determinare le accelerazioni che i singoli gestori hanno promesso e per questo torneremo sull’argomento nei prossimi mesi».

L’analisi puntuale di Amati è da brivido, perché dimostra come Puglia riesca a perdere acqua con grande facilità e come la burocrazia e la politica frenino molte iniziative fondamentali per la comunità.

Proprio per questa penuria di acqua, in tante sedi è stato proposto dai Comuni, e non solo, di riconvertire antiche cave in invasi, ma sempre a causa di cavilli burocratici, queste proposte si sono arenate. Ma è necessario realizzare subito nuovi bacini e nuove reti idriche per poter coprire tutte le necessità delle comunità, non si può aspettare. I cambiamenti climatici stanno cambiando la distribuzione delle piogge e la quantità di acqua che piove dal cielo, così come l’intensità dei fenomeni atmosferici. Il nostro territorio, sia per conformazione e sia per il dissesto idrogeologico provocato dall’uomo, non è in grado di sopportare un eventuale disastro ambientale scatenato dal crollo di una diga o da un’inondazione. Ecco perché bisogna far presto.

L’acqua è un bene prezioso e fondamentale per la vita, basterebbe snellire la burocrazia e agevolare gli interventi mirati per poter risolvere gran parte dei nostri problemi idrici.

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