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Acqua, buona si o no?

E’ partita un’indagine sul gradimento dell’acqua pubblica da parte dei cittadini pugliesi. E’ uno degli aspetti del progetto dell’associazione nazionale Arco consumatori, presente sul territorio pugliese dal 2004 per offrire possibilità d’incontro, confronto, elaborazione ed azione sui temi del consumo e più in generale su quelli sociali ed ambientali che influiscono sui consumatori.

L’attività si concretizza nell’assistenza e tutela dei consumatori, l’istituzione di “Osservatori sulla Qualità Percepita” dai consumatori e dagli utenti sul territorio, in grado di stimolare la concorrenza nel mercato del miglior rapporto prezzo-qualità nell’offerta di beni e servizi, la realizzazione di progetti rivolti al risparmio energetico ed alla qualità dei servizi e dei prodotti rivolti al consumatore. L’associazione pugliese, in questo senso, è nata con l’obiettivo di colmare la grande carenza progettuale e propositiva in materia di difesa dei diritti del consumatore. Oltre ad una sede a Foggia, ve n’è anche una a Bari.

Acqua in bottiglia

«Il consumo dell’acqua minerale in confezioni – spiega Luigi Sansò, presidente regionale – è diventata veramente esorbitante. Non si comprende, come per esempio in Puglia, perchè pur potendo utilizzare l’acqua potabile, continuino ad esserci questi consumi. C’è un problema ambientale che riguarda i trasporti, il confezionamento e la stessa qualità, non sempre superiore a quella che scorre dal rubinetto».
Per questo l’associazione intende in una prima fase proporre per telefono ad alcune di migliaia di consumatori pugliesi, che saranno scelti a campione, una serie di domande che saranno oggetto di un sondaggio per raccogliere informazioni circa l’utilizzo dell’acqua pubblica. Dieci saranno i quesiti, a cui dovranno rispondere. L’indagine partirà entro questo mese. I risultati saranno elaborati e resi noti e serviranno, in caso di necessità, per sollecitare all’Acquedotto Pugliese ed alla Regione Puglia attività ed azioni finalizzate a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono l’utilizzo. In una fase successiva il progetto prevede la costituzione di un osservatorio sul consumo dell’acqua permanente che cerca di capire quali sono i problemi e le motivazioni legati all’utilizzo della preziosa risorsa.

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