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Accordo ENEA-ICE: diplomazia tra ricerca ed economia

Oggi, 27 novembre, è stato presentato l’accordo siglato tra ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane).  In conferenza stampa, presso la sede ENEA di Roma, il commissario ENEA Giovanni Lelli ed il presidente ICE Riccardo Monti.

L’intesa è finalizzata a sviluppare e promuovere la cooperazione economica, commerciale, scientifica e tecnologica del sistema imprenditoriale italiano, per affrontare la crescente competitività sui mercati esteri. In altre parole, ha spiegato Lelli, si è creata una diplomazia della ricerca: le applicazioni tecnologiche di ENEA integreranno le conoscenze dell’ICE sulle tendenze dei mercati internazionali e sulle aree geopolitiche di interesse e di potenziale sviluppo per le imprese italiane.

L’ENEA metterà a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche a supporto delle imprese nazionali, per accrescerne il livello tecnologico e la competitività. L’agenzia proporrà accordi per l’utilizzo dei propri brevetti. Inoltre, fornirà supporto alla creazione di imprese ad alto contenuto tecnologico, come gli spin-off, per la valorizzazione dei risultati della ricerca, anche in collaborazione con imprese già presenti sui mercati internazionali. Infine, metterà a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche per attività di formazione, sia in presenza che a distanza, in grado di favorire il trasferimento delle conoscenze e creare nuove figure professionali.

L’agenzia ICE si occuperà di identificare partner esteri, di attrarre investitori e talenti esteri, di valorizzare brevetti e risultati della ricerca, di effettuare interventi formativi e, più in generale, di individuare opportunità sui mercati internazionali nei settori scientifici e tecnologici di interesse. Alle imprese sarà fornita consulenza ed assistenza formativa.

Le due agenzie organizzeranno congiuntamente eventi per favorire l’internazionalizzazione delle imprese. Ha infatti ricordato Riccardo Monti: «La saturazione del mercato domestico ha spinto le aziende italiane verso nuovi approdi internazionali. Le operazioni realizzate al di fuori dei confini nazionali, che si concentrano nella Nuova Europa (Romania, Bulgaria, Serbia e Polonia) e in America Latina, potranno senz’altro beneficiare del servizio di supporto integrato contenuto in questo accordo».

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