Abusivismo edilizio: il nuovo rapporto di Legambiente

Le mancate demolizioni nei comuni delle Regioni a rischio: Calabria, Campania, Puglia, Lazio e Sicilia

 

All’abusivismo edilizio Legambiente ha dedicato Abbatti l’abuso”, una campagna permanente che ha l’obiettivo di liberare il Paese dalle case illegali.
Il Rapporto  rappresenta la terza edizione del lavoro di ricerca e di analisi avvia
to nel 2018 da Legambiente sul problema, ancora oggi irrisolto, delle mancate demolizioni degli immobili costruiti abusivamente dopo la scadenza, nel 2003, del terzo e, allo stato attuale, ultimo condono edilizio approvato nel nostro Paese.

Dal 2004 a dicembre 2022 nelle regioni più a rischio Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia il numero delle demolizioni eseguite è stato del 15,3% sui 70.751 immobili abusivi per i quali è stato stabilito l’abbattimento da parte dei 485 Comuni  (il 24,5% del campione totale) che hanno risposto in maniera completa al monitoraggio civico promosso da Legambiente. Sommando anche le risposte parziali, il numero totale delle ordinanze emesse si attesta a 83.430 con una media di 1 ordinanza ogni 310 cittadini.

I dati della  Puglia

Dalla Puglia, ad esempio, con una popolazione di 3.900.852 persone e 257 Comuni, sono arrivate solo 69 risposte complete, 4420 le ordinanze di demolizione emesse, 453 le ordinanze di demolizione eseguite. Dati che, nella classifica delle demolizioni che vede in testa i Comuni siciliani ( su scala regionale, fanno registrare un rapporto tra ordinanze emesse e ordinanze eseguite del 19,2%) vedono la regione Puglia al penultimo posto dopo Sicilia, Lazio, Campania. Fanalino di coda la Calabria che si ferma al 9,6%.

Il record “negativo” per numero di ordinanze emesse in rapporto alla popolazione spetta alla Campania, dove, dal 2004 al 2022, è stata aperta una pratica per abusivismo edilizio ogni 236,6 abitanti. Secondo questo parametro, la Puglia avrebbe meno di un terzo dell’abusivismo della Campania, avendo una ordinanza ogni 882,5 abitanti.

Le province più virtuose e quelle meno

Le province più virtuose sono quella di Rieti, con il 41,8% degli abbattimenti sulla base delle ordinanze emesse nel periodo di riferimento, quindi quella di Agrigento, con il 33%, Benevento con il 32% (dato di cui non fa parte il Comune capoluogo che è a zero) e Avellino, con il 30,4% (in questo caso, il Comune capoluogo incide notevolmente grazie al 39,4% delle ordinanze eseguite). Sotto il 10% troviamo le province di Cosenza, Taranto, Brindisi, Caltanissetta, Barletta Andria Trani, Reggio Calabria, Foggia e Catanzaro.

Un caso di abusivismo edilizio nel Gargano

In generale, il numero di trascrizioni degli immobili abusivi da parte dei Comuni è basso se non addirittura inesistente. Infatti, nonostante le prescrizioni di legge, la procedura, che prevede – in caso di mancata demolizione entro i 90 giorni dall’ingiunzione – l’acquisizione automatica e gratuita al patrimonio comunale delle opere e dell’area di sedime, per una superficie massima di dieci volte la superficie dell’abuso, non viene quasi mai avviata. In particolare, i Comuni non procedono con le trascrizioni nonostante l’accertamento della mancata demolizione costituisca pieno titolo per il passaggio di proprietà e per la successiva trascrizione nei registri immobiliari. Non vi sono, in caso di inerzia degli enti, particolari sanzioni, se non per qualche sporadico caso in cui la Corte dei conti ha calcolato e addebitato al Comune il danno erariale dovuto alla mancata acquisizione o all’occupazione illegale da parte degli ex proprietari.

I numeri raccolti da Legambiente in questo Rapporto sono la conferma della dimensione drammatica dell’abusivismo edilizio, concentrato maggiormente nelle regioni del Sud e lungo le coste. “Questo, nonostante si tratti di dati per difetto” commenta Legambiente, “perché non tutti i Comuni hanno fornito numeri relativi a tutto l’arco temporale richiesto: il tasso di risposta, infatti, è del 25%, ottenuto dopo tre richieste successive, inoltrate in cinque anni, di accesso ai dati. Per tipologia e dimensioni, dietro i risultati approfonditi nei capitoli precedenti, si celano reati di abusivismo che hanno un “peso” molto diverso da quello che abbiamo analizzato nelle passate edizioni di “Abbatti l’abuso”, redatto su scala nazionale”.
Oltre ai dati raccolti e mostrati sul sito, Legambiente ha preparato per i cittadini, anche un manuale d’azione “Cosa puoi fare tu – Abbatti l’abuso. Manuale d’azione

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