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A Zeroemission Rome “Piccolo è bello”: questo il futuro dell’energia italiana

Il futuro dell’energia in Italia e dello sviluppo del Paese passa attraverso lo slogan “Piccolo è bello”. Così Giovanni Hausmann, presidente di Energia, ha riassunto così i lavori del workshop “Fondi nazionali ed europei per il rilancio ‘green’ dell’Italia: la terza rivoluzione industriale come strumento di crescita per l’economia e l’occupazione giovanile” organizzato dalla stessa Energia e da Mastergem (il Master che forma i futuri manager della green economy) all’interno di Zero Emission Rome alla Nuova Fiera di Roma. Ai lavori hanno partecipato Livio De Santoli, direttore di Citera, centro di ricerca dell’Università Sapienza di Roma (Facoltà di architettura di Valle Giulia), Giuseppe Settanni, project manager di Invitalia, Andrea Falzone, segretario generale della Fondazione Univerde e Elmar Schneider, membro del comitato tecnico scientifico di Cetri-Tires. «Facciamo una proposta concreta al governo Monti – ha detto Hausmann – Va affiancata alla programmazione attuale dei grandi impianti una seria programmazione sulla microgenerazione e sulla generazione distribuita». Livio De Santoli ha puntato l’attenzione sull’innovazione e sul fatto che questa sia «non solo tecnologica ma anche sociale. L’Ict è diventata social innovation – ha aggiunto – E’ cambiata la denominazione per dare forza al concetto di sviluppo sociale attraverso la tecnologia». Giuseppe Settanni di Invitalia ha sottolineato: «La cultura del fondo perduto deve finire – ha sottolineato – Siamo stati abituati a questo concetto, ma ora si sta andando in direzione opposta, con una maggiore attenzione agli imprenditori e alle banche. Ci saranno strumenti che faranno resuscitare il vero animo dell’imprenditore». «Cetri-Tires si sta impegnando a promuovere verso i giovani iniziative sulla green economy usando fondi europei», ha spiegato Elmar Schneider. Parlando dell’impegno di Cetri-Tires sulle politiche ambientali, ha detto: «Tra le proposte che abbiamo fatto c’è anche quella per snellire la burocrazia del settore. Per un impianto fotovoltaico ci sono circa 120 adempimenti da fare». Andrea Falzone di Univerde ha concluso il workshop puntando l’attenzione sugli aspetti economici e di programmazione legati alla microgenerazione. «Durante la stesura della finanziaria del 2007, quando era ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio – ha sottolineato – venne proposto un fondo rotativo. Chi vi accede può avere un finanziamento agevolato che deve restituire e che è legato alla progettazione specifica su sette linee di intervento, tra cui quella più importante è la microgenerazione. Il fondo è di 600 milioni di euro in tre anni che si pensa possano produrre una leva economica tra 1,2 e 1,8 miliardi di euro. Il fondo è nato nel 2007 ma è partito solo quest’anno. Sono stati impiegati cinque anni per metterlo in piedi: mi sembrano un po’ troppi».

 

 

 

 

 

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