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A scuola dai fondi del caffe’ nascono funghi commestibili

Bambini “coltivatori pionieri”: si possono definire così i 190 bambini tra i 6 e gli 11 anni dell’istituto comprensivo “Ilio Micheloni” di Lammari – Marlia che hanno dato vita alla prima coltivazione sperimentale d’Italia di funghi nati dai fondi del caffè. Accade in provincia di Lucca a Capannori, città leader nella raccolta differenziata, sempre al centro di iniziative esemplari. Proprio come questa, che ha avuto per protagonisti proprio i bambini. In quattro mesi gli alunni hanno riutilizzato più di 100 kg di caffè consumato nelle loro famiglie, che sono serviti per produrre Pleurotus Ostreatus, la terza specie di funghi più commercializzati nella Penisola. Alle loro spalle, il progetto “Dal caffè alle proteine” promosso dal Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori in collaborazione con la Usl 2 di Lucca.

 

Capannori da seguire – «A Capannori non si butta via niente. E’ questo il messaggio che in questi anni abbiamo trasmesso e condiviso coi cittadini –commenta il vice sindaco, Luca Menesini –e che ora intende far meglio capire ai bambini e alle bambine l’importanza dei Rifiuti Zero. ‘Dal caffè alle proteine’ afferma anche un modello di fare scuola moderno e partecipativo”. Vera anima del progetto è il coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, Rossano Ercolini,  «Sperimentare modelli che portino benefici ai cittadini e che conducano sempre più verso l’obiettivo Rifiuti Zero. E’ questo uno degli scopi con cui il Centro Ricerca Rifiuti di Capannori è nato “spiega Ercolini, che tra l’altro è il primo italiano ad aver ricevuto nel 2013 il Goldman Environmental Prize (l’equivalente del Premio Nobel per l’impegno a tutela dell’ambiente). «”Dal caffè alle proteine”, che è un’evoluzione del caso studio sulle capsule del caffè, ha fatto capire agli alunni e ai genitori come quello che si pensa essere uno scarto sia in realtà una rilevante risorsa per coltivare ottimi funghi dai quali ricavare proteine a basso costo. Se si considera inoltre che ogni persona adulta, in media, produce 75 chilogrammi di fondi di caffè all’anno, si comprende l’importanza di questo progetto, che, se esteso su larga scala, potrebbe avere molti benefici».

Un progetto “proteico” – I “coltivatori pionieri” hanno ricevuto un kit del peso di 1 kg contenente al 90% fondi del caffè e per il restante 10% strutturante, con una residua parte di micelio, cioè i “semi” dei funghi. Puntando sul valore altamente nutritivo per i funghi della caffeina, sono così nati degli ottimo Pleurotus che sono stati analizzati da un laboratorio certificato dal Ministero della Salute. Il risultato : completamente commestibili e soprattutto molto nutritivi, dato che 100g di Pleurotus Ostreatus hanno un energia di 77 kcal, sono ricchi di proteine (8,17 g) e di fibra alimentare (4,5 g) mentre sono poveri di grassi (0,18 g).

Sette le fasi in cui si è articolato il progetto: lezioni frontali in classe per studiare il ciclo biologico dei funghi; recupero dei fondo di caffè prodotto dalle famiglie e raccolto a scuola in locali dedicati per la coltivazione; lezioni frontali per capire le caratteristiche del fondo di caffè e come poter far crescere i funghi su questo substrato; controlli periodici nel locale adibito alla coltivazione, per studiare e vedere le diverse fasi di accrescimento del micelio fungino; coltivazione dei funghi nelle classi; realizzazione di un ricettario con piatti a base di funghi; degustazione delle ricette durante l’evento finale a Palazzo Boccella.

Ma non finisce qui. Una volta nati tutti i funghi, i kit con i fondi del caffè vengono utilizzati alla scuola primaria di Marlia per il progetto “Orto in condotta” promosso da Comune di Capannori, Slow Food Lucca-Compitese-Orti Lucchesi, Istituti comprensivi e l’associazione “Scuola ti voglio bene comune”. Insomma, per imparare l’arte del riciclo non bisogna far altro che venire a Capannori.

 

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