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A Pozzo d’Adda una “casa dell’acqua”

Bere acqua dell’acquedotto, eliminando la plastica e non producendo emissioni è possibile. A Bettola di Pozzo d’Adda, paesino dell’est milanese, hanno infatti pensato che si potesse recuperare la vecchia torre dell’acquedotto e farne una casa dell’acqua a “impatto zero”.

Si tratta di un progetto realizzato dal Comune di Pozzo d’Adda e da CAP Holding.

Pozzo d'Adda veduta di Piazza Marconi

Pozzo d'Adda veduta di Piazza Marconi

casa acqua

a Pozzo d’Adda una vecchia torre dell’Acquedotto è stata ristrutturata e distribuisce acqua ai cittadini

I due enti hanno affidato alle mani dello studio dell’ing. Gianmario Agazzi la cura del restauro, che ha conservato la struttura, vecchia di una cinquantina di anni e pezzo di archeologia industriale del territorio, e l’ha trasformata in un distributore di acqua di tre tipi: naturale, frizzante e leggermente frizzante. Ma c’è di più in questo progetto perché la wasserturm è stata dotata di pannelli fotovoltaici in grado di produrre la corrente elettrica utile all’erogazione e all’illuminazione. E sempre seguendo la filosofia della sostenibilità ambientale, la luce è garantita da una serie di led capaci di contenere il consumo elettrico, ma soprattutto di avere una durata maggiore di qualsiasi altra comune lampadina. Infine si è anche pensato di aggiungere una vasca di raccolta dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione del piccolo giardino che contorna l’impianto.

<p>Il vicesindaco di Pozzo d'Adda Fabrizio Brambilla e il vicepresidente di CAP Holding, Franco de Angeli all'inaugurazione della "Casa dell'acqua"</p>

Il vicesindaco di Pozzo d'Adda Fabrizio Brambilla e il vicepresidente di CAP Holding, Franco de Angeli all'inaugurazione della "Casa dell'acqua"

L’impianto di Pozzo d’Adda si aggiunge così alla rete di Case dell’Acqua già attivate da CAP Holding, che ogni giorno erogano in media circa 3mila litri d’acqua ciascuna, equivalenti a un risparmio quotidiano di 2mila bottiglie di plastica da un litro e mezzo. Con 196 litri ad abitante, l’Italia è il terzo consumatore mondiale di acqua in bottiglia, primo in Europa, con un aumento dei consumi dal 1980 ad oggi del 317%. Consumi elevati che comportano un enorme impatto ambientale. Basti pensare che lo scorso anno in Italia sono stati utilizzati 6 miliardi di bottiglie di plastica, pari a 40 volte la circonferenza della Terra. A questo bisogna aggiungere i 300mila TIR che ogni anno attraversano la penisola per trasportare la sola acqua in bottiglia.

bottiglia acquaIniziative come questa, quindi rappresentano davvero un concreto passo verso un cambiamento del nostro modo di essere sul pianeta: un comportamento più attento al pianeta e incentrato sulla parsimonia e non sullo spreco.«Questo intervento testimonia che anche un esempio di architettura industriale, come la vecchia torre di un acquedotto, può trovare una nuova destinazione e tornare a svolgere un servizio di pubblica utilità – spiega Franco De Angeli, vicepresidente di CAP Holding, l’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico integrato in 200 comuni nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia –. L’acqua dell’acquedotto di Pozzo d’Adda è di ottima qualità, vi invitiamo a berla senza preoccupazione, ricordandovi che l’acqua del comune è a chilometro zero ed evita l’inutile spreco di bottiglie di plastica».L’acqua di rete è sicura, conclude De Angeli, perché garantita da rigorosi controlli periodici, svolti dai laboratori delle aziende che gestiscono il servizio idrico e dall’ASL ed è anche economica, dal momento che un metro cubo di acqua del rubinetto (mille litri) costa poco meno di un euro.

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