Sono 135 i milioni di euro stanziati per il Mezzogiorno per 46 nuovi interventi di restauro in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Tra questi, il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, con Decreto del 3 marzo scorso, ha accolto anche le due proposte progettuali presentate dall’Amministrazione Comunale di Otranto, candidate a finanziamento, vale a dire la ristrutturazione e recupero della “Torre Matta” (con un importo finanziato 880mila euro) e il recupero e la valorizzazione dello scavo archeologico di Porto Russo a Porto Badisco, con un importo finanziato di 400mila euro.
Esprime viva soddisfazione l’Assessore ai lavori pubblici Michele Tenore che ha curato l’iter progettuale: « I due progetti, che si sommano agli altri due da poco finanziati, ovvero il recupero del Faro di Palascia e la valorizzazione e restauro dei sotterranei del Castello Aragonese, rientrano in una più ampia strategia che l’Amministrazione Comunale sta perseguendo e che vede la valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico e culturale. Tutto ciò nella convinzione – dice Tenore – che solo attraverso la valorizzazione della propria storia e della propria cultura si possa accrescere lo sviluppo e l’appeal di Otranto».
L’importo finanziato per lo scavo archeologico di Porto Russo, in località Porto Badisco,(nella foto) è di 400mila euroNello specifico, il progetto di recupero e fruizione della Torre Matta (lungo i Bastioni dei Pelasgi) prevede il restauro del bastione, lo svuotamento dell’enorme vano oggi non accessibile e che racchiude e nasconde alla vista la restante parte della rondella e la realizzazione, al suo interno, di un’area espositiva per mostre e convegni, su tre diversi livelli. La presenza di un ascensore a vetri consentirà ai diversamente abili l’accesso diretto dalla Porta a mare all’attuale livello della torre». Quanto allo scavo archeologico di Porto Russo, in località Porto Badisco, ci si attende una serie di importanti scoperte che potrebbero consolidare le certezze sull’origine antichissima delle comunità che lì si insediarono.« Eventuali reperti – conclude l’assessore Tenore – che dovessero emergere dallo scavo, in virtù di un accordo con la Soprintendenza archeologica, troveranno alloggio nel museo permanente che è in corso di realizzazione presso il nostro Castello».


