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A Molfetta, dove antico e moderno si incontrano

Dal 29 settembre al 4 novembre 2012 è possibile visitare il Torrione Passari nel centro storico di Molfetta, un’opera voluta nel 1515 da Herricolo Passari. Un’architettura circolare in pietra costruita sul bordo del Mare Adriatico, oggi sede Comunale per l’Arte Contemporanea, aperta al pubblico in occasione della mostra Fantasie fluttuanti. Nel primo spazio espositivo del torrione, dopo l’ingresso signorile in Via Sant’Orsola, la precisazione concettuale delle opere di Marius Engh sul mondo che ci circonda è eclatante nella sua conquista di nuovi punti di vista intorno alle cose e all’architettura: oggetti costruiti dall’uomo e appartenenti al tempo vissuto che indagano lo spirito e la storia che gli oggetti portano dentro di sè, i quali, allontanati dai contesti iniziali, producono un diverso significato. Il secondo spazio espositivo intermedio di Olaf Metzel provoca il visitatore attraverso enormi ritagli di giornale spiegazzato e rigido, su cui sono riconoscibili immagini accartocciate del nostro mondo contemporaneo: giornali da gettare come gli argomenti politici e sociali stampati sulle pagine, evidenziando la caducità delle immagini e dei media nonché la perdita dell’argomento nel dibattito contemporaneo. L’installazione di Thomas Zipp, 4nello spazio espositivo del torrione, quasi sotto il livello del mare, è composta di tre figure mobili antropomorfe, bambole coniche danzanti a ritmo di clic-clac che appaiono come grandi giocattoli in un luogo ludico-teatrale, provocando un processo d’astrazione della figura umana, formalmente anarchica, in contrapposizione alla finta lucidità del mondo contemporaneo. Le rovine nelle dune desertiche del Marocco, fotografate da Rä Di Martino esposte sulle pareti del quarto spazio espositivo al primo piano, pongono invece l’accento sul potere persuasivo delle immagini. Rovine prodotte non dall’architettura storica e dal tempo ma dalla cartapesta e dall’incuria nei confronti dell’ambiente: set cinematografici  costruiti e abbandonati dall’uomo nel deserto marocchino, da cui si percepiscono sovrapposizioni mentali e visive tra realtà e finzione del linguaggio cinematografico, un incrocio tra reale ed artificiale che spinge a valutare il vero valore del cinema nella memoria collettiva dell’uomo. Bjørn Melhus, nella quinta sala nera, impone un’immersione sui codici visivi, soffermandosi sui lati assurdi del medium cinematografico, informandoci sull’influenza dei mass-media e sulle conseguenze sociali e culturali che le nuove tecnologie della comunicazione, impongono, creando un ambiente modificato, nel modo di vivere e di pensare, tutto orientato verso il mondo dell’intrattenimento e dello show-business superficiale ed inutile. Un’operazione culturale precisa e complessa, infine,  ideata da Giacomo Zaza, curatore della mostra, che impone una forte riflessione sui temi proposti evidenziandone le peculiarità devianti e le caducità, educando una generazione, la nostra, ad un attento uso del tempo, della cultura e della vita, attraverso la lente delle opere d’arte, delle installazioni e degli artisti.

Bibliografia e Siti essenziali: Giacomo Zaza, Fantasie fluttuanti, Comunicato Stampa, Molfetta (BA), 2012.

Torrione Passari (http://www.torrionepassari.it/)

(Foto Domenico Tangaro)

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www.domenicotangaro.it/biografia

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