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A Mola di Bari il primo eco villaggio

Sorgerà in Puglia il primo eco villaggio alimentato a idrogeno e completamente autosufficiente sotto il profilo energetico. La struttura sperimentale sorgerà a Mola di Bari, in provincia di Bari, in un’area individuata in direzione di Cozze, oppure nelle vicinanze del Porto o tra la zona Piano d’insediamento produttivo (Pip) e quella d’insediamento abitativo oltre la ferrovia.

Si tratta, in particolare, di realizzare un nuovo quartiere abitativo che sarà legato anche alle attività produttive locali, come quella della pesca, ed alle aziende esterne e di ogni settore. Il Comune di Mola vorrebbe insediarvi, per esempio, un polo per la conservazione ittica per permettere al prodotto pescato di essere lavorato e commercializzato sul territorio.

Il progetto sarà inserito nel Piano Urbanistico Generale (PUG). E’ stato già sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Comune di Mola di Bari e la Fondazione H2U. A questo punto bisognerebbe individuare l’area, redigere un progetto e reperire i finanziamenti, per i quali si potrebbe creare un partenariato pubblico-privato attraverso una cooperativa di comunità e non solo ricorrere a quelli di tipo europeo.

«L’amministrazione comunale – ha spiegato Gianni Russo, assessore alle Politiche Comunitarie, del Lavoro e Giovanili del Comune di Mola di Bari e responsabile del progetto – vuole investire nelle energie rinnovabili per motivi ambientali, economici e produttivi, dopo aver osservato le potenzialità del veicolo mobile ad idrogeno esposto durante la Fiera del Levante ed aver avuto la possibilità di approfondire l’argomento durante un convegno presso l’Università di San Marino». In quella occasione, infatti, sono state illustrate ai consoli di mezzo mondo le opportunità che offre l’idrogeno per la mobilità sostenibile e gli usi abitativi ed aziendali. Ci sono già interventi negli Stati Uniti, Giappone, Europa e Germania. Esempi ci sono anche in Italia, in particolare a Bolzano e Modena.

«Il progetto che intendiamo realizzare ed intorno al quale c’è un ampio partenariato interessato, ci convince soprattutto per l’utilizzo di materiali sicuri e non inquinanti ed i benefici energetici per abitazioni ed imprese. Il nostro territorio vuole porre una riflessione sulle politiche energetiche ed industriali, alla luce anche del protocollo di Kyoto e dello sforzo di 195 Paesi per ridurre l’emissioni di Co2 ed arrestare il riscaldamento climatico», ha aggiunto Russo.

Il presidente dell'associazione A2U Nicola Conenna

Il presidente della Fondazione A2U Nicola Conenna

Il presidente della Fondazione H2U, Nicola Conenna, in particolare, ha spiegato che «Nelle tecniche di costruzione introdurremo un’ ulteriore sperimentazione: utilizzeremo la tecnologia innovativa delle stampanti 3D per l’edilizia. Abbiamo già partner che hanno costruito una tecnologia di questo tipo alta 12 metri e siamo in grado di costruire abitazioni fino ad un paio di piani. Ci saranno impianti fotovoltaici dotati di elettrolizzatori per l’accumulo di energia che utilizzano anche acqua piovana. L’energia elettrica sarà condivisa attraverso una rete locale intelligente di smart grid ed il surplus servirà per rifornire autovetture attraverso un distributore ad idrogeno».

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