A Gallipoli il museo dialoga con la città e i turisti

Archivio storico Gallipoli
L'Archivio storico di Gallipoli, un contenitore culturale oggetto di intervento insieme al Museo civico "Emanuele Barba"

Fondo Cultura: al via il progetto “Gallipoli, qui dove finisce il mare ed inizia la terra”. Il sindaco Minerva: “Valorizzare i nostri contenitori culturali come obiettivo primario”

 

Presentato ufficialmente il progetto Gallipoli, qui dove finisce il mare ed inizia la terra. lo scorso anno il Comune è infatti risultato vincitore di un finanziamento di 273 mila euro per la valorizzazione del  Museo Civico “Emanuele Barba” e dell’archivio storico. Il progetto rientra nel “Fondo Cultura” del Ministero della Cultura (MIC) e si avvale della collaborazione e del coordinamento dell’associazione culturale 34° Fuso. L’avviso pubblico cui l’Ente ha partecipato è finalizzato a sostenere investimenti e altri interventi per la tutela, la conservazione, il restauro, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale ai sensi della normativa vigente

Il Museo Barba luogo di sperimentazione e partecipazione

Il progetto Gallipoli, qui dove finisce il mare ed inizia la terra nasce dall’idea di proporre il museo come habitat narrativo, luogo attivo di sperimentazione artistica e territorio della memoria, dove i linguaggi interattivi valorizzano le condizioni di partecipazione con il pubblico e con le comunità virtuali.

In particolare, il progetto ha lo scopo di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale nella sua interezza, per favorire la destagionalizzazione delle attività turistiche presenti, l’allungamento delle permanenze turistiche, la forte integrazione tra il sistema costiero, tradizionalmente legato ad un turismo di tipo balneare e le nuove potenzialità della città d’arte con le sue emergenze culturali e storiche. Il progetto nasce per far dialogare in un linguaggio multimediale vivace ed attrattivo carte e documenti, in presenza e da remoto, per investire nella fruizione del patrimonio culturale.

Gallipoli, Museo civico Emanuele Barba_ministero  Cultura
Una sala del Museo Civico “Emanuele Barba” (immagine Ministero della Cultura)

Il progetto prevede un importo complessivo di circa 341 mila euro: l’80% – pari a 273 mila euro – corrisponde al finanziamento garantito dal MIC, mentre il 20% (68 mila euro) è assicurato come cofinanziamento obbligatorio a carico del Comune di Gallipoli.

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Gallipoli, qui dove finisce il mare ed inizia la terra: il progetto

Gallipoli, qui dove finisce il mare ed inizia la terra si articola in sei azioni a partire dalla catalogazione del fondo librario antico costituito da libri rari e di pregio, un patrimonio preziosissimo di circa 10mila volumi databili tra il sec. XVII-XIX. Particolare attenzione anche è data alla digitalizzazione di alcuni volumi rari e di pregio del fondo del Museo Civico, di documenti preunitari dell’archivio comunale e del fondo archivistico Vernole contenente rari spartiti musicali. Tra le tante anche la digitalizzazione dell’ ”Albo del donatore”, il manoscritto che costituisce uno strumento prezioso di ricostruzione della provenienza dei fondi pervenuti al Museo, compilato dalla data del 28 novembre 1866 sino al 18 febbraio 1994.

Tra le azioni anche la realizzazione della digital library, l’allestimento di due percorsi tematici di fruizione multimediali (realtà aumentata), la valorizzazione dei beni attraverso attività educative incentrate sul patrimonio e sulla figura del fondatore del Museo di Emanuele Barba e l’installazione di una riproduzione artistica in carta di Emanuele Barba in grandezza naturale.

Inoltre partire dal 19 maggio fino al 16 dicembre il progetto prevede più di venti appuntamenti tra laboratori, passeggiate, visite guidate e incontri: il 19 e il 20 maggio, dalle 17 alle 19, la Biblioteca comunale ospita laboratori creativi ispirati ai reperti del museo dedicati ai più piccoli (19 maggio – 6/12 anni; 20 maggio – 12/16 anni).

Da maggio a giugno si lavorerà in sinergia con gli operatori locali su tre linee di intervento. La prima è digitalizzazione di parte del patrimonio; la seconda è la sua narrazione multimediale e interattiva e infine si lavorerà sulla divulgazione con un calendario fitto di attività per tutte le fasce di pubblico, dai bambini agli adulti senza escludere i visitatori estivi.

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