A Bari studentati all’orizzonte ma è lontana la città universitaria

Foto di Elly da Pixabay

Più vantaggi o svantaggi per gli universitari baresi?

 

Rendering intervento di riqualificazione della Manifattura Tabacchi di Bari

Tra Università degli studi di Bari Aldo Moro e Politecnico di Bari studiano in città oltre 55mila giovani con una media rispettivamente di 12mila e 3mila nuove immatricolazioni all’anno. Destinate a crescere, se si pensa al potenziale attrattivo di Dipartimenti d’eccellenza, centri di ricerca, grandi investimenti legati al Pnrr e al bacino di nuovi investimenti industriali e logistici. Oppure a diminuire, se si pensa all’inverno demografico non contrastato da efficaci politiche di internazionalizzazione. Il numero è tuttavia una stima per difetto dal momento che non include gli studenti Afam ovvero Conservatorio Niccolò Piccini e Accademia delle Belle Arti di Bari.

Anzi. Il quadro è del tutto deficitario se non si include il bacino, enorme, di utenti ad alto tasso di formazione che si prospetterà nel momento in cui sarà effettivo il trasferimento nella dismessa Manifattura dei Tabacchi del grande centro di ricerca del Cnr che mobiliterà un numero gigantesco di ricercatori.

Non si contino solo gli effettivi che troveranno sede nel grande polo scientifico che sorgerà nel Libertà. Poichè la ricerca è normalmente fatta di continue e costanti collaborazioni, di scambi, progetti internazionali e “visiting”, è plausibile immaginare un numero progressivamente crescente di studenti e ricercatori. Solo le prime stime del collocamento dei 17 istituti e 6 dipartimenti tematici di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche indicano che il nuovo Campus ospiterà 180 laboratori di sperimentazione e quasi 1.000 ricercatori.

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Quanto tempo ci vorrà per trasformare Bari in una città universitaria?

La protesta delle tende sotto l’Ateneo di Bari del sindacato studentesco Link contro il caro-alloggi e la carenza di residenze studentesche pubbliche (Ph Fb Link Bari)

Oggi, a detta di molti e soprattutto degli studenti che frequentano i suoi atenei, Bari non è una città a misura di universitari. Mancano molti servizi che possano rendere più facile la vita di chi frequenta lezioni e laboratori: dalle aule studio magari aperte anche nei fine settimana a una rete wi-fi accessibile e diffusa, da convenzioni con cinema e teatri che alleggeriscano i costi ma arricchiscano di esperienze culturali, alla possibilità di usufruire dei mezzi pubblici a tariffe agevolate, senza ovviamente dimenticare appartamenti e stanze a costi calmierati per studenti fuorisede.

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Come nel resto d’Italia, gli ultimi mesi hanno registrato numerose proteste studentesche proprio per il caro-alloggi e la carenza di posti pubblici negli studentati, insufficienti al fabbisogno innanzitutto degli studenti risultati idonei a beneficiare di un alloggio Adisu.

Gli ultimi giorni invece hanno visto una sequenza di annunci sulla prossima realizzazione di nuove residenze: da quella che sarà allestita nel costruendo Parco dell’Innovazione del Politecnico in via Amendola, alla riconversione dell’ex ospedale militare Bonomo a Poggiofranco, alla restituzione dell’ex Istituto Nautico nel quartiere Libertà, che al momento è l’unico restyling in consegna a fine anno.

In attesa di conoscere i tempi di realizzazione dei vari edifici, resta da capire anche come si dovrà preparare la città.

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Riqualificare o costruire studentati…e poi?

“Bellissima la notizia del recupero di un edificio abbandonato da 15 anni. Una domanda: come si sposteranno i 425 studenti per raggiungere le aule? E’ stato previsto per loro un piano di mobilità?”. Antonello Fiore, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), associazione scientifica e culturale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, pone la domanda sui social misurando le distanze da coprire per far capire che in prospettiva andranno pensati e poi forniti molti altri servizi.

L’ex Bonomo dista 3.2 km dall’Ateneo e 2,2 km dal campus dove convivono Dipartimenti dell’Università e del Politecnico, e 1,8 km da Economia e Commercio. “Spero – scrive Fiore – che la necessità di spendere subito le somme del Pnrr sia sempre accompagnata da una visione”.

Un commento al post dice: “In quell’area, già intasata dal traffico e priva di collegamenti pubblici decenti (i bus numero 4 di Amtab sono sempre sovraccarichi; dei filobus sono rimasti solo gli inutili pali di cemento che reggono l’inutile rete di cavi aerei di alimentazione), arriveranno le migliaia di automobili dei dipendenti e degli utenti dei nuovi uffici giudiziari delle ex caserme Capozzi e Milano e le centinaia di auto dei dipendenti degli uffici pubblici che saranno allocati nell’ex ospedale militare, oltre che degli studenti. Il caos della mobilità attuale si trasformerà in un incubo di traffico e smog”.

Citiamo queste due voci per dare il senso di un dibattito diffuso che individua problematiche, solleva questioni parallele e fa capire che le zone grigie sono molte.

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Aspettando tre cantieri con 6 residenze insufficienti

  1. Rendering della riqualificazione dell’ex caserma Magrone in residenza universitaria

    Da rudere a residenza con 82 posti letto. L’edificio storico dell’ex Istituto Nautico di via Abate Gimma, sottoposto a vincolo e tutela della Soprintendenza alle Belle Arti, verrà riconsegnato al Libertà entro fine anno. Il progetto da più di 5 milioni di euro realizzato con i fondi della legge 338/2000 sull’edilizia universitaria e con un cofinanziamento della Regione Puglia, ha dotato l’immobile di sale riunioni, sale studio, biblioteca, auditorium, servizi agli studenti, bar e servizi che consentono connessioni alla rete internet.

  2. La giunta della Regione Puglia ha dato l’ok alla riconversione di parte del compendio demaniale dell’ex Ospedale Militare L. Bonomo per destinarlo a residenze e alloggi universitari e a ulteriori servizi funzionali all’attuazione del diritto allo studio universitario. Il progetto restituirebbe alla città un immobile storico, pregevole dal punto di vista architettonico, e accoglierebbe 425 studenti universitari. L’obiettivo è condividere il finanziamento dell’intervento con l’Agenzia del  Demanio, individuando nelle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione spettante alla Regione la copertura necessaria. Insieme alla struttura di progettazione del Demanio si sta lavorando per definire il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica in tempi brevi, a valle delle prime attività di valutazione e di approfondimento svolte dall’Agenzia Asset.
  3. Il progetto di riqualificazione dell’ex caserma Magrone, nel quartiere San Pasquale, dovrebbe partire (al momento non ci sono tempistiche) proprio dalla costruzione di una residenza universitaria per 150 studenti. Nel futuro campus, l’intervento sarà caratterizzato dall’utilizzo di materiali eco-compatibili e tecnologie innovative integrate con l’architettura e il paesaggio per la produzione di energia pulita per perseguire l’obiettivo di sostenibilità ambientale.

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Rispetto ai progetti, al momento a Bari sono operative sei residenze pubbliche che però sono insufficienti a coprire le richieste:

  • Residenza “R. Dell’Andro” in via Camillo Rosalba, a ridosso del Dipartimento di Economia e Commercio. Dipone di 600 posti in camere doppie.
  • Residenza “Casa dello Studente Fraccacreta” in Largo Fraccacreta. Dispone di 300 posti letto in camere singole e doppie.
  • Residenza “P.Mennea” di via Amendola è adiacente al Politecnico. Dispone di 168 posti letto in camere singole, doppie e triple.
  • Residenza “B. Petrone” in via Salvemini si trova in prossimità del Politecnico. Dispone di 112 posti in camere doppie.
  • Residenza “V. Diomede Fresa” in via Colajanni, è nei pressi dell’Hotel Ambasciatori. Dispone di 98 posti in camere singole e doppie.
  • Residenza “V. Starace” in via Carabinieri G. Del Conte, è vicino al centro della città. Dispone di 58 posti in camere singole e doppie.

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Verso ‘Puglia Regione Universitaria’

Il presidente Adisu Cataldo alla sottoscrizione a Roma dell’accordo per la riqualificazione della caserma Magrone (Ph Poliba)

L’indirizzo dell’Adisu in materia di studentati è emerso in occasione della firma a Roma dell’accordo con Agenzia del Demanio, Regione Puglia, Comune di Bari e Politecnico di Bari per la riconversione della caserma Magrone in nuovo campus. Il presidente Alessandro Cataldo ha detto: “Questo protocollo si sposa perfettamente col progetto già in atto fin dal 2019 denominato ‘Puglia Regione Universitaria’, promosso dalla Regione Puglia in sinergia con le Agenzie regionali strumentali Adisu-Puglia (per il diritto allo studio) e Asset (per lo sviluppo ecosostenibile del territorio) e che ha già coinvolto la rete delle Città (Comuni di Bari, Lecce, Foggia, Taranto e Brindisi) e la rete delle Università (Università degli Sudi Aldo Moro, Politecnico di Bari, Università del Salento, Università degli Studi di Foggia e Lum – Libera Università Mediterranea Degennaro). Il confronto tra i diversi interlocutori ha fatto emergere una maniera nuova di intendere le residenze universitarie.

Il recupero della ex caserma Magrone a Bari – continua Cataldo – segue la linea già intrapresa nelle città universitarie pugliesi, dove importanti immobili di grande rilevanza storica, posti in luoghi strategici rispetto alle sedi di ateneo, verranno riportati a nuova vita nel corso di un progetto di grande impatto per la comunità studentesca in termini di creazione di nuovi spazi per la residenzialità, per lo studio e per l’aggregazione, ma pure per l’intera comunità cittadina in termini di rigenerazione urbana, crescita culturale e interrelazione con le comunità studentesche”.

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In sintesi l’indirizzo dell’Adisu, come indicato a Roma dal suo presidente, è ‘Cittadini, non solo studenti’ è il motto di questo innovativo progetto cui Adisu Puglia non farà certo mancare il proprio contributo, conferendogli il maggior valore portato dalla propria capacità di gestire al meglio le residenze per studenti”.

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