A Bari spianato un sito neolitico. Cancellati ottomila anni di storia

L’area dove sorgeva il sito neolitico, ormai spianato, è stata destinata a edificare dieci villini

L’Associazione Ecomuseale del Nord Barese, presieduta dall’Arch. Eugenio Lombardi, ha manifestato grande sconcerto, con un comunicato rivolto al soprintendente ai Beni Archeologici, all’assessore Regionale all’Assetto del Territorio, nonché all’assessore all’Urbanistica e al sindaco di Bari, in merito ad una vicenda che riguarda un sito neolitico, in via Vittorio Veneto, a Palese, quartiere di Bari, cancellato dalle pale meccaniche.

Lo scorso 4 febbraio le ruspe dell’impresa Tatulli di Bitonto, titolare della richiesta di concessione a edificare dieci villini in quell’area e incaricata all’uopo dalla Soprintendenza delle indagini archeologiche, hanno completamente spianato la zona, cancellando ottomila anni di storia.

Per tali ragioni, l’Ecomuseo del Nord Barese, non solo ha espresso forti rimostranze per l’accaduto, ma ha anche chiesto di visionare alcuni documenti necessari a procedere, in assenza dei quali, l’Associazione stessa, insieme con i cittadini indignati si riserva si sporgere formale denuncia alla Procura della Repubblica, fornendo anche documentazione fotografica.

I documenti richiesti sono: il nulla osta, con tanto di data, rilasciato all’impresa Tatulli, al fine di operare nel sito in oggetto; l’eventuale concessione edilizia rilasciata all’impresa, con tanto di data certa; la conferma che il Comune di Bari fosse stato preventivamente avvisato dalla Soprintendenza del rilascio del nulla osta a distruggere un sito di tale interesse, sito che l’Ecomuseo aveva proposto di inserire nell’ambito di un arcipelago archeologico metropolitano; il “destino” dei reperti archeologici precedentemente rinvenuti nel sito distrutto, dichiarati da esperti archeologici di grande valore e rarità.

Si attendono, adesso, riscontri e risposte dalle Autorità competenti e interpellate.

Articoli correlati