Una serie di piazze della città si trasformano nei luoghi privilegiati per favorire agricoltura biologica, commercio equo e solidale, artigianato locale, educazione ambientale, riuso e riciclo, baratto, solidarietà, libri, sport, mobilità lenta e tanto altro. E’ “Piazze dei nuovi stili di vita“, un’esperienza che da tre anni si realizza a Bari e sta riscuotendo sempre più consensi di pubblico. Il promotore è Gianluigi Cesari, consigliere delegato del Sindaco di Bari, Michele Emiliano, per l’agricoltura urbana e peri-urbana sostenibile, ricercatore nell’ambito dell’agricoltura sostenibile, da anni attivo per la tutela dell’ambiente in qualità di responsabile dell’associazione provinciale esposti amianto e dell’associazione Anarres. Lo abbiamo intervistato
Parliamo dell’attività agricola sostenibile. Da dove nasce?
Gianluigi Cesari (al centro) presenta l’edizione 2013 di “Piazze dei nuovi stili di vita”
«Durante una intensa serata con Padre Adriano Sella, missionario in Brasile, è emersa la necessità di ritornare a consumi e stili di vita più sostenibili. Abbiamo raccolto quest’input e voluto avviare questa sperimentazione con la Circoscrizione Carrassi-San Pasquale. In una serie di piazze circoscrizionali abbiamo dato spazio a tutte le forme che potessero testimoniare questo cambiamento, dall’agricoltura a chilometro zero alle attività artigianali e culturali.E’ così che è nata “Piazze dei nuovi stili di vita”. La prima edizione del 2012 ha riscosso un enorme successo a tal punto che l’anno successivo l’iniziativa ha coinvolto le altre due circoscrizioni di Poggiofranco e Palese-Santo Spirito. Il format ha dato la possibilità di comunicare il cambiamento dei consumi della popolazione barese. Anche nel 2014 le circoscrizioni hanno deciso di pianificare queste giornate con la prospettiva che questo stile di vita si diffonda nell’area metropolitana di Bari. La città di Bari, come delineato nel Piano Strategico, diventa punto di riferimento per una serie di comuni che hanno una serie di caratteristiche anche per l’agricoltura sostenibile».
Quali sono le altre iniziative svolte o in programma?
Il Comune di Bari sta studiando forme d’incentivazione ed aiuto a coloro che iniziano a produrre o cedono aree incolte in comodato gratuito per realizzare attività primaria
«Bari per decenni ha ignorato l’agricoltura. La valorizzazione dell’area urbana e peri-urbana è possibile attraverso questo tipo di attività a bassissimo impatto ambientale. Le normative vigenti limitano fortemente l’utilizzo di pesticidi e prodotti di sintesi. Il decreto legislativo del 2012, in particolare, ha introdotto una rivoluzione soprattutto in zone antropizzate. Inoltre, una problematica della città sono i suoli agricoli abbandonati che sono, tra l’altro, oggetto d’incendi durante il periodo estivo. E’ un aspetto che dobbiamo risolvere. Per questo stiamo studiando forme d’incentivazione ed aiuto a coloro che iniziano a produrre o cedono queste aree in comodato gratuito per realizzare attività primaria. In questo modo sicuramente si potrà dare un contributo alla riattivazione di un sistema di produzione virtuoso».
In quali zone si può realizzare?
«Ci sono municipalità che hanno forte vocazione agricola, come Carbonara, Ceglie e Loseto, Santo Spirito e Palese. Il tentativo sarà di valorizzare ancora di più queste aree periferiche e renderle centrali nell’ambito di una nuova filosofia. Si potrebbe ipotizzare in questi ristretti agrari la realizzazione di parchi rurali per la fruizione pubblica con piste ciclabili e la riattivazione di vecchie masserie e casali per la commercializzazione di prodotti tipici».


