A Bari si continua a costruire: consumo di suolo o rigenerazione urbana?

Rendering del progetto “Bosco verticale” (Stefano-Boeri-Architetti_img-Liraat_volo)

In città sono in corso vari interventi “green” e di re-introduzione del verde urbano mentre nuovi investimenti immobiliari stanno portando gru e progetti che promettono di ridisegnare il vivere a Bari

 

Molti lavori sono stati commissionati dal Comune di Bari per l’incremento dei parchi, il contenimento dei cambiamenti climatici e il contrasto dell’effetto isola di calore, puntando a migliorare la qualità di vita nei vari quartieri da Japigia a Palese, da Carbonara a Sant’Anna, dal Quartierino al San Paolo.

Proprio al san Paolo, con un progetto portato avanti da Renzo Piano a Bari con il progetto G124, 4 giovani architetti laureati al Politecnico di Bari avranno il compito, sotto la sua supervisione, di riqualificare un’area alle spalle di via Altamura, un piazzale triangolare “anonimo” ma frequentato dai cittadini che vivono nei condomini adiacenti.

Progetto del Nodo verde di Bari (Ph Comune di Bari)

Nel frattempo, ai diffusissimi cantieri aperti con il Superbonus per rifare facciate e mettere cappotti termici, si sono aggiunti quelli per edificare nuove costruzioni. Alcune introducono il concetto innovativo dell‘architettura rigenerativa, un’idea che va oltre la sostenibilità ambientale e che si prefigge di riqualificare l’ambiente attraverso un modo nuovo di pensare l’architettura e di costruire.

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Cantieri di rigenerazione urbana oppure solo cemento che si aggiunge al cemento?

Occupati, dice il rapporto Snpa 2023, altri 136 ettari in un solo anno in città. Il consumo del suolo continua ad aumentare anche se, a leggere il piano regolatore, Bari risulta già abbondantemente sovradimensionata. Pensata per 600mila abitanti negli anni Sessanta, immaginando una città in espansione, ne conta appena la metà e l’annunciato calo demografico dimostrerà presto che sarà abitata da un numero decisamente inferiore alle previsioni. Eppure si continua a costruire, anche se le condizioni del mercato edilizio, i rincari sui materiali ma anche la scarsa accessibilità dei mutui bancari per moltiplicare i potenziali acquirenti, rendono sconvenienti le operazioni immobiliari.

L’ultimo annuncio è relativo a un palazzo di tredici piani nel quartiere Poggiofranco, investimento dell’Immobiliare Casillo Group che a Bari realizzerà  110 appartamenti nella zona dove oggi hanno sede gli uffici della Procura. Solo un paio di giorni prima era stato presentato il progetto di MyCityBari della Manelli Impresa di Monopoli: 162 appartamenti in tre blocchi su via Fanelli.

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I grandi cantieri immaginati dagli archistar

Il sindaco di Bari Antonio Decaro ha recentemente mostrato i primi esiti dell’intervento in atto a Santo Spirito, il quartiere più a nord della città. Il processo di riqualificazione del lungomare, che apre le porte alla mobilità lenta tra aiuole e piante di tamerici rendendo pedonale 24mila metri quadri di passeggiata sul mare, è stato ridisegnato da un pool italo-spagnolo capeggiato dalla  MbM Arquitectes di Barcellona fondata dagli architetti di fama internazionale Oriol Capdevila e Oriol Bohigas che nel 2010 avevano già riprogettato il lungomare di Mola di Bari.

Entro l’anno è prevista l’aggiudicazione dell’appalto che nel 2026 darà a Bari un Central Park firmato Massimiliano Fuksas (vincitore del concorso internazionale di idee nel 2017 ) per rivoluzionare il centro con 70 ettari di verde al posto del fascio dei binari che tagliano in due un pezzo di città.

A marzo il paesaggista di fama mondiale Andreas Kipar ha fatto un sopralluogo tecnico per definire le caratteristiche del Nodo Verde. Scelto come consulente dalla direzione Grandi Stazioni di Ferrovie per elaborare il progetto definitivo dell’opera che rivoluzionerà la zona della stazione, l’architetto tedesco prevede un parco con prato e oltre 350 alberature ad alto fusto capaci di resistere al tempo e alle temperature sempre più calde, percorsi pedonali e ciclabili.

A febbraio Stefano Boeri, al Politecnico per una lectio magistralis, ha spiegato la sua “Green Obsession: visioni di forestazione urbana” per ridurre la Co2 e il consumo di suolo. L’originale intuizione del Bosco Verticale che ha preso forma a Milano nel 2014 nel cuore del centro direzionale prima di replicarsi in altre città, ovvero una parete di alberi, arbusti ed essenze di vario genere che ricoprono le facciate degli edifici, non solo è stata scelta dall’Onu per rappresentare l’11° tra i 17 obiettivi dello Sviluppo sostenibile,“Città e comunità sostenibili”. Ma rappresenta l’urgenza di ribaltare il rapporto tra natura e città. Sostiene l’esigenza di inserire nella progettazione parole green come microclima, forestazione, biodiversità. A Bari Boeri firmerà Verdemare, il progetto di bosco verticale “a corte” con un affaccio sul lungomare di corso Vittorio Veneto e uno su via Napoli. Al centro, fra 8 fabbricati, un parco di 9 ettari con l’ambizione di ricucire anche il rapporto della città con il mare.

MyCityBari, rendering progetto dello studio Mario Cucinella Architects

A fine ottobre Mario Cucinella ha presentato il suo MyCityBari. Edilizia privata ma concepita con i criteri dell’auspicato Rinascimento italiano improntati all’integrazione tra natura e spazio costruito: una corte verde con attorno 162 appartamenti, un parco, negozi e aree per lo sport, tra linee sinuose, terrazze verdi discendenti secondo il principio del “solar carving”, schermature della radiazione solare e strategie energetiche passive.

Non solo la pandemia ha messo in luce l’esigenza di spazi comuni di socializzazione, quelle che un tempo erano le corti. Ma ripropone i concetti della città ideale che animeranno il Padiglione Italia all’Expo 2025 di Osaka immaginato come un organismo vitale che genererà conoscenza e innovazione, celebrerà l’abilità creativa italiana e funzionerà come un grande laboratorio del futuro. Il complesso che Cucinella ha progettato per Bari riqualificherà via Fanelli puntando su sostenibilità e qualità architettonica.

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Il mattone resta una solida economia cittadina

“Stiamo lavorando intensamente in tutta la città per realizzare interventi di greening urbano previsti dal più ampio piano comunale che impegna 8 milioni di euro per migliorare la qualità ambientale di diversi spazi pubblici della città. Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso – è quello di continuare a prenderci cura dello spazio pubblico per migliorare la qualità dei luoghi urbani individuati attraverso interventi di riqualificazione, de-impermeabilizzazione e incremento del verde che li doteranno di nuove funzioni aggregative, ludiche e sportive, contrastando al contempo l’aumento delle temperature con la riduzione dell’effetto isola di calore”.

Se da un lato c’è una spinta ambientale, dall’altro va detto che quello edilizio resta un settore importante nell’economia cittadina, come di quella regionale dove la filiera genera il 9% del Pil pugliese dando occupazione all’8% dei lavoratori (Federcostruzioni 2023). La Puglia, secondo i dati del monitoraggio Enea – Mase,  è l’ottava regione in Italia per numero di interventi ammessi a detrazione per oltre 4,5 miliardi di euro pari a circa 25mila (quasi il 6% del totale nazionale) cantieri del Superbonus.

Nonostante l’inflazione, lo stop alla cessione dei crediti (che la Regione Puglia ha appena sbloccato) e i tanti “contrattempi” legati al Superbonus dai rincari nei tariffari al freno della pandemia, il settore gode di buona salute con investimenti in crescita del 21,7% rispetto all’anno scorso e si costruisce.

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