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A Bari l’Assemblea regionale e locale euro mediterranea

La terza sessione plenaria dell’Assemblea regionale e locale euro mediterranea (ARLEM), in programma a Bari il 30 gennaio, anticiperà i cinque giorni di lavori programmati dal 31 gennaio al 4 febbraio in occasione della 7° edizione di Mediterre sarà incentrato sui cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, il patrimonio culturale e il ruolo delle piccole e medie imprese nello sviluppo delle economie euro mediterranee: in linea, dunque con gli oltre 30 tra workshop, convegni e tavoli tecnici on programma a Mediterre (leggi l’articolo Mediterre 2012 cantiere euromediterraneo della sostenibilità).

La sessione plenaria dell’ARLEM  – i cui lavori sono già cominciati il 29 gennaio – sarà presieduta dai suoi copresidenti Mercedes Bresso (presidente del Comitato delle regioni) e Mohamed Boudra (presidente della regione Taza-Al Hoceima-Taounate, in Marocco) e farà il punto sull’attuazione di partenariati e progetti comuni tra le regioni e le città delle tre sponde del Mediterraneo. I rappresentati delle città e delle regioni Euro-Mediterranee convenuti a Bari condivideranno strategie e buone pratiche messe a punto nell’affrontare le principali sfide legate alla sostenibilità. Saranno discusse la relazione sul rapporto tra desertificazione e cambiamenti climatici nel Mediterraneo (a farlo sarà Nichi Vendola, Presidente della regione Puglia) e quella sulle energie rinnovabili nel Mediterraneo – relatore Michel Lebrun, Vallonia -. Le altre due relazioni previste riguarderanno, rispettivamente, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale nel Mediterraneo (a cura di Asim Güzelbey, Turchia), mentre la seconda, elaborata da Fathallah Oualalou (Rabat, Marocco), sarà incentrata sul ruolo delle piccole e medie imprese nel Mediterraneo.

Mohamed Boudra

La desertificazione e i cambiamenti climatici, con i loro effetti sulle produzioni agricole, erano già al centro della dichiarazione congiunta, fatta al summit di Parigi nel luglio 2008, da parte Union for the Mediterranean (UfM). Tale dichiarazione è stata estesa, nel summit di Marsiglia del novembre 2008, agli effetti sul turismo. L’orientamento è quello di riconoscere l’urgenza nel promuovere azioni di adattamento ai cambiamenti climatici atte ad incrementare la resilienza (in ecologia e biologia la resilienza è la capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani come le città, o di un organismo di autoripararsi dopo un danno) dei sistemi idrici e a tutelare la biodiversità e le attività agricole e zootecniche. Sono numerosi gli studi scientifici che riconoscono il bacino del Mediterraneo come una delle aree a maggior vulnerabilità e a rischio desertificazione; è stata così individuata la scala regionale e locale quale azione più efficace tra le diverse forme di lotta ai cambiamenti climatici, come è emerso anche nel rapporto Arlem sulla dimensione territoriale dell’UfM del gennaio 2011.

La sostenibilità, tema chiave della sessione, è anche l’obiettivo fondamentale del lavoro avviato dai membri dell’ARLEM per estendere il Patto dei sindaci al Mediterraneo meridionale. In questo modo, regioni e città di quest’area strategica potranno aderire all’impegno comune di ridurre le emissioni di CO2 del 20 % entro il 2020.

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