A Bari istituita la Consulta per le disabilità. Russo Frattasi: «Una svolta che ha unito l’intero Consiglio»

L’intervista alla presidente della commissione speciale per le Pari opportunità. Nel nuovo organo consultivo politici e referenti delle associazioni interessate

 

Tanto tuonò che piovve. E, questa volta, il ruolo di “Zeus” è spettato alla commissione speciale permanente per le Pari opportunità del Comune di Bari. Guidati dalla presidente Silvia Russo Frattasi, i consiglieri comunali hanno modificato il vecchio regolamento della Consulta cittadina per le disabilità (approvato nei primi anni Duemila), rendendolo attuabile e calendarizzando, per la seduta della massima assise di martedì scorso, l’istituzione della Consulta per le disabilità. Proposta che ha ottenuto il “via libera” unanime da parte dell’assemblea. Con 27 voti favorevoli su 27, infatti, il maggior consesso cittadino ha dato vita all’organo consultivo in cui parte politica e associazioni si confronteranno per esaminare eventuali proposte da sottoporre all’amministrazione comunale, al fine di risolvere le problematiche che affliggono i cittadini con difficoltà motoria. Dalle barriere architettoniche al senso civico dei baresi, le diverse tematiche saranno analizzate e discusse nell’ambito del nuovo organo.

L’unica preoccupazione resta la burocrazia, così come confermato dalla presidente Russo Frattasi, nell’intervista rilasciata ad Ambient&Ambienti.

Consulta per le disabilità, Russo Frattasi: “Una conquista per tutti”

Come si è arrivati all’attuazione del regolamento della Consulta?
Poco dopo la nomina a presidente della commissione per le Pari opportunità, abbiamo preso in mano e attuato questo regolamento, perché senza un contatto diretto con le persone interessate dalle diverse problematiche, disabilità inclusa, sarebbe stato complicato portare avanti le istanze dei cittadini.

Il documento esisteva già, ma cosa impediva a questo nuovo organo di prendere vita?
Il regolamento era vetusto e, specie a causa della burocrazia, i cui iter cambiavano continuamente, non era mai riuscito a prendere piede. In commissione abbiamo lavorato molto. C’è stato il grande impegno da parte di tutti i componenti per analizzare le criticità e studiare tutte le modifiche da apportare in vista dell’approvazione in Consiglio comunale.

Consiglio celebrato martedì scorso e che, su questo punto, si è espresso in modo unanime.
Si, assolutamente. Su 27 presenti, tutti hanno votato a favore. Sono stata orgogliosa dell’apprezzamento bipartisan espresso dai colleghi consiglieri su questa iniziativa; mi hanno fatto molto piacere le parole di apprezzamento espresse da Italo Carelli, del Movimento 5Stelle, come anche quelle di Pino Monaco della Lega.

Questa Consulta, per Bari, rappresenta una svolta?
Lo è soprattutto per le persone affette da disabilità. E non lo penso solo io, ma ne è convinto l’intero Consiglio comunale. Solo chi vive sulla propria pelle gli effetti della disabilità sa cosa significhi veramente e bisogna partire dall’ascolto di questi cittadini. Spero che quante più associazioni ne entrino a far parte, lavorando a braccetto con le istituzioni del territorio con spirito costruttivo. Bisogna impegnarsi nella realizzazione di una comunità migliore per i nostri figli.

Silvia Russo Frattasi – presidente commissione per le Pari opportunità del Comune di Bari

Quali sono le prossime tappe?
Entro 30 giorni, l’assessore al Welfare dovrà pubblicare una manifestazione d’interesse per poter partecipare ai lavori della Consulta, inviandone apposita comunicazione a tutte le associazioni di categoria o enti del terzo settore operanti sul territorio comunale. Dopodiché, dovrà convocare la prima riunione, nel corso della quale sarà eletto il presidente.

Cento associazioni per la nuova Consulta

Come sarà composta la Consulta?
Ci sarà un delegato per ogni associazione o ente del terzo settore, che, in caso di impedimento, potrà delegare un suo rappresentante. Pensi che, attualmente, ce ne sono centinaia.

E per la parte politica?
Chiaramente, l’assessore al Welfare. Poi, il presidente della commissione per le Pari Opportunità, due consiglieri comunali (uno di maggioranza e uno di opposizione) e stessa cosa per i consiglieri di ogni municipio (sempre uno di maggioranza e un altro di opposizione).

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Ora che la consiliatura volge al termine, potrebbe cambiare l’intero assetto istituzionale. Teme per il futuro della Consulta?
Sinceramente no. Almeno per quanto attiene le tematiche connesse alla disabilità questo timore non mi sfiora neanche, perché in questi anni abbiamo lavorato tutti con la stessa sensibilità. Chi più, chi meno, ma sono convinta che questa Consulta lavorerà bene. Certo, ci sono diversità di vedute su tanti altri temi, anche a livello nazionale: dall’immigrazione all’autonomia differenziata. Ma se devo pensare ai singoli componenti della commissione per le Pari opportunità, sono convinta che le stesse istanze le porterebbero avanti a prescindere dai colori politici.

I pareri elaborati in seno a questa Commissione non saranno vincolanti per l’amministrazione. Ma ci sarà l’obbligo di discuterli?
No, non ci sarà alcun obbligo. Però, sono certa che tutte le proposte saranno prese in considerazione, così come fatto in questi anni nell’ambito della commissione per le Pari opportunità.

Burocrazia – lumaca, però si va avanti…

Nonostante gli intenti e l’impegno profuso, tutto questo non si tradurrà automaticamente nella risoluzione dei problemi…
Purtroppo è così, specialmente perché il male peggiore dell’Italia è la burocrazia, che provoca intoppi e rallentamenti. Anche se poi, inevitabilmente, i cittadini se la prendono con la parte politica.

Uno degli ultimi atti approvati dal Consiglio comunale di Bari nella seduta del 23 aprile scorso, è stata l’approvazione all’unanimità della Consulta per le disabilità

Effettivamente, parlando con i soggetti interessati, molti baresi affetti da disabilità sentono il Comune lontano dalle loro esigenze.
Lo capisco, perché purtroppo è questo che viene fuori, ma non è così. Io stessa, per esempio, ho avuto delle discussioni con architetti e geometri, in fase di progettazione di strade e marciapiedi, che si limitavano solo al rispetto della legge 104, ossia alla realizzazione di una rampa per ogni marciapiede. E mi chiedo: cosa costerebbe realizzarne di più? In questo modo, se una è ostruita per la presenza di un ostacolo, derivante anche dall’inciviltà di qualcuno, una persona diversamente abile ne avrebbe altre a disposizione.

Come state lavorando per accrescere il senso civico dei cittadini?
Bisogna portare le associazioni del settore nelle scuole e ho già provveduto a farlo.

A volte, risultano inaccessibili alcune attività commerciali…
Per questo capisco benissimo i cittadini. Gli esercenti che non garantiscono l’accesso alla loro attività non rispettano la legge. Basterebbe avere, come accade in molti casi, una rampa mobile da utilizzare all’occorrenza. E, quando l’ho vista utilizzare, sono rimasta positivamente stupita.

Perché accade questo? Mancano i controlli?
No, i controlli ci sono. Però è un’impresa impossibile verificare il rispetto di simili requisiti per ogni singola attività della città. Stiamo parlando di un territorio dall’estensione territoriale immensa.

Non solo barriere architettoniche

L’apertura della consulta alle associazioni di categoria dei commercianti potrebbe essere una soluzione per risolvere questa incresciosa situazione?
Guardi, lo abbiamo anche pensato. Non lo abbiamo previsto perché si tratta di una consulta specifica, relativa alle questioni della disabilità. Però, qualora si dovesse discutere di temi inerenti la sfera del commercio, la partecipazione sarà ampliata anche ai referenti di queste associazioni.

Oltre a quelle architettoniche, per i diversamente abili esistono anche altre “barriere”?
Si, esistono le barriere sociali, rappresentate dalle diverse criticità che le famiglie dei cittadini diversamente abili affrontano quotidianamente. Ed è proprio da questa consapevolezza che è emersa l’esigenza di modificare il regolamento che ci ha portato a istituite la Consulta per le disabilità.

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