A Bari il Bilancio è POP

Bari
Per la prima volta Bari pubblica il Bilancio POP

Da Torino a Bari il POP entra nelle municipalità italiane. Uno strumento di rendicontazione consolidata sociale che si mette “nei panni dei cittadini” semplificando il linguaggio economico-finanziario-patrimoniale. Italia esempio virtuoso in Europa

 

È online il Bilancio POP di Bari (Comune di Bari – BARI – Bilancio POP 2020). Il Bilancio POP, ovvero il Popular Financial Reporting, è uno strumento di innovazione e dialogo con il cittadino realizzato dalla Municipalità con il team del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, coordinato da Paolo Biancone e Silvana Secinaro, che ne promuove l’adozione per legge e si mette a disposizione delle amministrazioni pubbliche per realizzarlo con loro.

«Voglio ringraziare l’Università di Torino e, in particolare, il dipartimento di Management per averci assistito in questa prima esperienza con la redazione del Bilancio POP – spiega il Sindaco di Bari  Antonio Decaro -. Uno strumento che certamente ci può aiutare a informare in maniera più semplice e diretta i cittadini riguardo i contenuti del bilancio comunale, che in tantissimi casi si traducono in servizi e opere a servizio della comunità. Dall’altro lato il Bilancio POP permette alle amministrazioni di rilevare il feedback degli stessi cittadini sulle politiche pubbliche e di condividere in maniera più trasparente e partecipata le scelte dell’amministrazione. Certamente si tratta di una sperimentazione interessante che potrebbe essere utile a tutte le amministrazioni pubbliche, Comuni in primis, per instaurare un nuovo dialogo di collaborazione e reciprocità con i cittadini basato sulla conoscenza delle informazioni, sulla comprensione di queste e sulla fiducia».

 Come è strutturato il POP

mercato pesce bari terrazzo
Il Sindaco di Bari Antonio Decaro: “Il Bilancio POP è uno strumento che ci può aiutare a informare in maniera più semplice e diretta i cittadini sui contenuti del bilancio comunale, che in tantissimi casi si traducono in servizi e opere a servizio della comunità”

Aperto da una descrizione delle caratteristiche della municipalità, è suddiviso in capitoli che corrispondono ai settori amministrativi. Comprende una nota metodologica e un piano di diffusione, che ne costituisce un pilastro cruciale. L’amministrazione deve infatti usare ogni canale disponibile per divulgare il POP capillarmente, collaborando anche con gli Ordini professionali, le rappresentanze di categoria, le società partecipate. Uno strumento importante, quindi, per Bari, che in questi ultimi anni è diventata la prima meta turistica per numero di arrivi e la seconda per presenze in Puglia, rimane la seconda area industriale dell’Adriatico ed è sede di due tra le università più prestigiose d’Italia. Queste sono le premesse per creare opportunità di crescita nei settori del turismo, dell’industria, dei servizi e del commercio e per rendere definitivamente Bari una città universitaria in grado di valorizzare il capitale umano latente e attrarre nuovi talenti.

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 Come si rilevano i disagi e le soddisfazioni da parte della popolazione?

Viene prodotto dal Dipartimento di Management un questionario a cui i cittadini possono accedere online per valutare l’efficacia del documento e fornire stimoli riguardo a cosa potrebbe interessare maggiormente e quindi essere implementato nella successiva edizione. Inoltre, si fa un esame dei commenti pubblicati raccolti a seguito della diffusione del Bilancio POP ai cittadini. Accanto a questo c’è il software Talkwalker, un tool di social listening.

Il successo del Bilancio POP

Partito da Torino, lo strumento si sta diffondendo in Italia. Cartaceo e online, il Bilancio POP è in grado di raccontare con immagini e grafiche le attività dell’amministrazione pubblica. «È la traduzione di informazioni complesse in notizie semplici e accessibili: uno strumento prezioso per favorire la conoscenza reciproca della pubblica amministrazione e dei suoi cittadini-elettori, ma anche per migliorare la comunicazione all’interno degli enti – dichiara il professor Biancone – perché cambia l’approccio partecipativo, facilitando il feedback fra la governance delle risorse pubbliche e gli abitanti di un Comune o di una amministrazione regionale».

Diffuso nei Paesi anglosassoni come Usa, Canada e Australia, il Bilancio POP è ancora poco presente in Europa, ma grazie al Dipartimento di Management dell’Università di Torino, l’Italia è un esempio virtuoso: Torino è giunta alla quinta edizione, dopo essere stata la prima città in Europa a sperimentarlo nel 2016. Da allora il Dipartimento ha collaborato alla realizzazione del POP anche di Regione Piemonte, varie città della regione, in Lombardia e Emilia Romagna. Questo strumento sarà anche oggetto di dibattito al Festival dell’economia aziendale dell’Università di Torino il 1° giugno.

Il Bilancio POP è anche smart

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Il prof. Paolo Biancone, coordinatore del team del Dipartimento di Management dell’Università di Torino

Proprio per le sue caratteristiche, il Popular Finance Reporting può rivelarsi strategico per raggiungere l’obiettivo Smart City, sul quale puntano molte grandi città italiane: Comunità Europea e OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) hanno infatti evidenziato l’elevato gap nella rappresentazione dei risultati raggiunti dalla pubblica amministrazione al cittadino e agli altri stakeholder. «Bisogna inoltre considerare che le Smart city sono sempre più orientate alla sostenibilità e al benessere della cittadinanza, aspetti non contemplati in un bilancio classico – continua Biancone -, ma utilizzati nel POP attraverso gli indicatori di elaborati dal Sole24Ore, che misurano la vivibilità dei territori».

I cittadini non si fidano dei loro amministratori

Il calo della partecipazione delle ultime elezioni amministrative ha reso ancora più evidente la distanza percepita tra pubblica amministrazione locale e cittadini, rendendo urgente l’adozione di un nuovo approccio partecipativo, capace di coinvolgere le persone anche nei momenti di comunicazione più istituzionale, come la presentazione del bilancio annuale di un ente.

Tuttavia, passare da un documento monologico e obbligatorio per legge, come il bilancio consolidato, a un documento dialogico in cui vengano rappresentati gli effettivi bisogni del cittadino, non è semplice, soprattutto se viene lasciato alla buona volontà delle singole amministrazioni.

E’ innegabile che la realizzazione del POP rappresenti un ulteriore carico per gli uffici comunali. Ma altrettanto innegabile è il fatto che i cittadini vengono coinvolti nella gestione della cosa pubblica. Si sta perciò lavorando affinché l’adozione del bilancio POP diventi un obbligo di legge e i cittadini vengano coinvolti in modo sistematico sul tema della rendicontazione con strumenti di dialogo e divulgazione, migliorando l’azione amministrativa e il senso di comunità partecipativa.

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