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Il porto di Bari raddoppia

Limitare al massimo gli impatti sul territorio e massima attenzione al tema della sostenibilità ambientale delle infrastrutture portuali. Sono le linee guida imposte dall’Autorità portuale del Levante per portare a termine opere importanti come il completamento della Colmata di Marisabella (nella foto di Gianni Avantaggiato – si ringrazia il ROAN della Guardia di Finanza di Bari) e avviare, al tempo stesso, un rapporto nuovo con la città di Bari. Lo ha detto il presidente dell’ente Francesco Mariani annunciando alla stampa l’apertura del cantiere per il raddoppio dell’ansa di Marisabella, un’area di 300mila metri quadri, una banchina lunga 1500 metri, per potenziare il porto di Bari.

“Dopo una fase decisiva di confronto con le forze ambientaliste e politiche della città, ricordiamo la costituzione dell’Osservatorio ambientale per Marisabella – ha detto Mariani -, siamo riusciti a trovare un punto di vista condiviso, anche andando oltre le richieste del ministero dell’Ambiente in sede di esclusione del progetto dalla procedura di VIA, sui monitoraggi ambientali da eseguire prima, durante e dopo l’esecuzione dei lavori”.

Abolita l’ipotesi di adibire la zona ad area container, il nuovo progetto prevede quattro nuovi attracchi per le grandi navi da crociera, fino a 300 metri circa di lunghezza utile con profondità all’ormeggio di 12 metri, sul lato di Ponente; sul lato Nord di navi di 200 metri di lunghezza con profondità all’ormeggio di 8 metri; sul lato di Levante ormeggi per navi di 100 metri con profondità di 6 metri, dedicato sia al traffico traghetti, sia a quello TIR (il Roro).  Con il raddoppio della superficie riservata ai TIR, raddoppia anche il trasporto merci, che oggi conta il transito di 170mila autotreni l’anno. Nel progetto sono comprese opere di deflusso delle acque pluviali cittadine che al momento sfociano nell’ansa di Marisabella insieme a un sistema di trattamento delle acque meteoriche raccolte sui piazzali ‘Pizzoli-Marisabellà. E, ancora, la realizzazione in ambito portuale, da parte di ENEL, di una nuova grande stazione primaria di trasformazione di energia elettrica che consentirà oltre che di sostenere lo sviluppo urbanistico della zona est di Bari anche di disporre di grandi quantità di energia ad alta tensione necessaria per consentire lo spegnimento dei motori di bordo tradizionali per le navi passeggeri.

“Oggi più che mai – ha spiegato il presidente Mariani – si conferma la necessità di pensare a programmi di sviluppo “sostenibili”, sia dal punto di vista economico che ambientale e sociale, salvaguardando l’ambiente ma anche il futuro occupazionale di lavoratori e imprese”.

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