266 reperti archeologici recuperati dai Carabinieri in USA

(da sinistra: Deputy Special Agent in Charge at Homeland Security Investigation NY, Mike Alfonso, First Legal Secretary of Manhattan District Attorney’s Office, Gloria Garcia, Console Aggiunto d'Italia a New York, Cesare Bieller, Assistant District Attorney NY, Colonnello Matthew Bogdanos, il Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale B. Vincenzo Molinese)

Restituiti all’Italia dalla Procura di New York, al termine di un’operazione dei militari del Comando Tutela Patrimonio Culturale sul territorio statunitense

 

La Procura Distrettuale di Manhattan (DAO) di New York ha restituito all’Italia numerosi reperti archeologici di notevole valore, stimati in svariate decine di milioni di euro.

Grazie alla collaborazione con la Procura americana, gli uomini dell’Arma hanno scoperto e recuperato sul suolo statunitense i beni culturali che provenivano inequivocabilmente da operazioni illecite.

Si tratta complessivamente di 70 lotti, complessivamente 145 pezzi, provenienti dalla procedura fallimentare a carico di un cittadino inglese, e di 65 manufatti, già in collezione alla “Menil Collection Museum” di Houston (USA), restituiti spontaneamente dall’ente.

Questi reperti erano sul suolo americano dal secolo scorso. I grandi trafficanti internazionali d’arte li avevano venduti ad acquirenti facoltosi negli ultimi decenni del Novecento. La complessa attività di indagine dei Carabinieri ha avuto esito positivo grazie alla stretta collaborazione con le autorità locali americane, grazie alle quali è stato possibile ricostruire la storia e il percorso dei reperti.

I reperti sono databili dall’età Villanoviana, tra il IX e l’VIII sec a.C., alla civiltà etrusca, tra il VII e il IV sec. a.C., alla Magna Grecia, tra il V e il III sec. a.C.,  fino all’età romana imperiale, tra il I e il II sec d.C..

Dopo le formalità di rito, tutti i beni sono stati rimpatriati.

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