“25 aprile, domani”

L’incontro della Fondazione Giuseppe Di Vagno sul futuro dei valori fondanti della Liberazione domenica 25 aprile 2021 – on line, dalle 15.00

Sarà una conversazione sull’attualità dei valori che hanno portato al giorno della Liberazione, quello che si terrà domani domenica 25 aprile 2021, a partire dalle 15.00 sulle pagine Facebook della Fondazione Giuseppe Di Vagnoe di Pagina’21.

Mirco Carrattieri direttore generale dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Lea Durante direttrice del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani, Gianvito Mastroleo presidente della Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921) e Giorgio Simonelli docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano converseranno sul tema “25 aprile, domani”. A moderare l’incontro sarà Oscar Buonamano, direttore responsabile di Pagina’21, la rivista culturale della Fondazione Di Vagno.

25 aprile mai passato di moda

La conversazione verterà sui valori del 25 aprile, alla base della costruzione di una società futura più coesa e consapevole. I valori del 25 aprile sono perfettamente sovrapponibili a quelli della Fondazione Di Vagno di cui Pagina’21 è cassa di risonanza. In particolare, alla base della Liberazione, ci sono quei valori che veicolano la giustizia sociale e la democrazia, valori che la Fondazione Di Vagno e Pagina’21 intendono veicolare non soltanto attraverso la storia, ma anche attraverso l’intermediazione culturale.

Sempre antifascisti

locandina 25 aprile, domaniLa manifestazione di domani 25 aprile va proprio in questa direzione attraverso la lente di intellettuali e storici: varie discipline per una cultura politica in senso ampio. «È nostra convinzione che l’Antifascismo non sia necessario solo in presenza del Fascismo – afferma il presidente della Fondazione, l’avvocato Gianvito Mastroleo – ma è necessario sempre, perché nell’antifascismo sono condensati i migliori ideali della politica: dalla solidarietà alla giustizia sociale, dall’uguaglianza alla pace, all’affermazione dei diritti individuali e sociali, innanzitutto la Libertà. Si ripete spesso che l’omicidio Di Vagno è il primo atto di resistenza al fascismo della storia italiana – aggiunge – Nell’anno, perciò, nel quale si celebra il centenario di quel tragico evento la nostra partecipazione al ricordo del 25 aprile è del tutto particolare».

Le dichiarazioni

«Il 25 aprile è la festa della Liberazione – sostiene Mirco Carrattieri, direttore generale dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Ricordiamo la nascita della nostra democrazia, ma soprattutto ricordiamo che anche nei momenti più drammatici si può concepire un futuro migliore, scegliendo di impegnarsi in prima persona per realizzarlo. Noi lavoriamo per preservare e valorizzare questa Memoria, ma soprattutto cerchiamo di tener vivo il messaggio che per i diritti bisogna spendersi e lottare sempre».

«È necessario interrogarsi sul significato che la Festa della Liberazione ha per le generazioni più giovani – dice Lea Durante, direttrice del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani – È necessario portare i valori dell’antifascismo al livello attuale, la libertà come continuo percorso di lotta. La Memoria deve servire anche ad attualizzare il messaggio del 25 aprile in una realtà in cui il concetto di nazione o è dissolto o è radicalizzato in modo escludente».

«Tanto meraviglioso cinema nasce con la Liberazione. Mi viene in mente ad esempio “Roma città aperta” di Roberto Rossellini – racconta Giorgio Simonelli, docente all’Università Cattolica – Anche la tv ha fatto divulgazione e fiction sull’argomento, ma è la rete che è diventata la vera memoria del 25 aprile grazie a Noipartigiani.it, il Memoriale della Resistenza Italiana frutto del lavoro di molti volontari che per oltre due anni, coordinati da Laura Gnocchi e Gad Lerner, hanno incontrato partigiane, partigiani, internati militari».

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