2017, anno della circular economy

Il 2017 è l’anno in cui l’economia circolare potrà diventare realtà. Leggi e buone pratiche puntano alla legalità delle filiere e al recupero dei materiali

Risparmio, riciclo, riutilizzo: l’approdo alla  circular economy è un passo necessario per la società moderna. La domanda di risorse non cessa di aumentare, nonostante esse diventino sempre più scarse. Secondo il Global Footprint Network, le risorse rinnovabili a nostra disposizione nel 2016 erano già esaurite l’8 di agosto dello stesso anno. L’economia lineare, dalla logica usa e getta, dimostra tutta la sua insostenibilità. Il consumismo selvaggio non ha provocato soltanto un impoverimento delle risorse naturali, ma anche squilibri climatici e inquinamento.

circular economy
Riusa, risparima, ricicla: le tre azioni cardine dell’economia circolare

Uno studio di Ellen McArthur Foundation e McKinsey for Business and Environment evidenzia i benefici dell’economia circolare per l’Europa. Il report prospetta un incremento di sette punti percentuali del PIL nel giro di quindici anni, crescita della produttività del 3 per cento annuo e benefici totali all’economia del Vecchio Continente per 1,8 miliardi di euro.

L’Unione europea ha percepito l’importanza strategica della circular economy, approntando un’agenda di misure ad hoc che entra in vigore proprio nel 2017.

Circular economy, un obbligo per il pianeta

Diventa obbligatorio il bilancio di sostenibilità: grandi aziende ed enti di interesse pubblico dovranno rendere note la provenienza dei loro prodotti, oltre a rendicontare le politiche ambientali e sociali adottate. Il bilancio di sostenibiltà serve a valutare la gestione virtuosa delle materie prime: un aspetto importante in filiere, come quella della carta, bersaglio di traffici illegali e poco rispettosi dell’ambiente. La cartiera APP (Asia Pulp and Paper) è la prima azienda a ricevere dall’Indonesia la certificazione FLEGT. Questa certificazione permetterà l’aumento del commercio tra Indonesia e Unione Europea, in quanto certifica la provenienza legale e conforme alla normativa sul legno della UE, l’EUTR.

L’agenda dell’economia circolare prevede anche la revisione di ben cinque direttive, che attengono a rifiuti, rifiuti da imballaggio, discariche, rifiuti elettronici e batterie, fertilizzanti biologici. Gli obiettivi di riciclo diventeranno più ambiziosi, con una percentuale di raccolta differenziata che potrà arrivare al 75%. La pratica del riciclo, già abbastanza consolidata, deve essere affiancata anche a quella del riuso. La catena di abbigliamento H&M propone un servizio di ritiro di abiti dismessi: i punti vendita ritirano abiti di qualsiasi marca e in qualsiasi stato di usura, oltre a prodotti tessili domestici rovinati e non più utilizzabili. Per ogni sacchetto di abiti usati, il cliente riceve un buono sconto ed effettua una donazione all’organizzazione locale del progetto Charity Star (a Save the Children nel caso dell’Italia). Negli ultimi tre anni, H&M nel mondo ha raccolto 32 mila tonnellate di vestiti, pari al tessuto contenuto in 100 milioni di t-shirt.

 

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