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2010 Anno Internazionale della Biodiversità

“La natura per migliorare la vita”. È lo slogan con cui le Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità (International Year of Biodiversity). L’Onu ne ha dato l’annuncio a Berlino a gennaio, presenti Angela Merkel e Achim Steiner, direttore Unep (United Nations Environment Programme). Il tutto è all’insegna di semplici ma significative considerazioni. L’uomo ha provocato una crisi della biodiversità. Il suo dominio sugli ecosistemi ha elevato i tassi di estinzione delle specie.

<p>tartaruga marina della specie caretta caretta</p>

tartaruga marina della specie caretta caretta

La lista della World Conservation Union’s Red, una relazione annuale sullo stato delle specie del mondo, rileva che il 22% di tutti i mammiferi noti, il 30% di tutti gli anfibi, il 12% degli uccelli, il 28% dei rettili, 37% dei pesci d’acqua dolce, 70% delle piante, e il 35% degli invertebrati sono in pericolo. L’obiettivo di tutti è di ridurre la perdita di specie viventi. A cominciare dalla salvaguardia della biodiversità marina dove, a causa dell’overfishing, l’eccessivo prelievo ittico, i delfini costieri e le tartarughe marine rischiano l’estinzione: ogni anno nel Mediterraneo,per esempio, sono circa 60.000 le catture accidentali di tartaruga Caretta Caretta,  di cui solo 10.000 in Italia.

<p>delfini</p>

delfini

Per risolvere il problema è fondamentale informare la gente e sensibilizzare i governi. Iniziative sono previste in tutto il mondo con atti concreti sia in campo tecnico e scientifico, sia in campo politico e amministrativo. Proprio la Cina, ostica nei confronti dell’accordo sui gas serra, sin dal 1993 ha aderito alla Convenzione sulla biodiversità, e nella popolazione, invitata dal governo a partecipare ampiamente al lavoro di tutela della biodiversità, «c’è stato un elevamento della coscienza nel merito», ha detto il ministro della Tutela ambientale Zhou Shengxian. Risultati positivi sono stati ottenuti anche in ambito di leggi, regolamenti, programmi strategici e ricerca scientifica. Alla fine del 2008, il Paese della Grande Muraglia ha realizzato 2.538 riserve naturali, la cui superficie totale supera il 15% del suolo continentale nazionale, oltre il 3% in più rispetto alla media mondiale.

<p>Orso grizzly con cucciolo</p>

Orso grizzly con cucciolo

Londra, invece, ospita i delegati di 55 nazioni per concordare gli obiettivi da portare al vertice Onu sulla biodiversità in programma ad ottobre. Nel corso della Convention on Biological Diversity (CDB) i governi dovranno stabilire alcuni obiettivi. Tra questi, fermare il tasso di perdita delle biodiversità, interrompere i sussidi destinati a opere che danneggiano le biodiversità, stop alle pratiche di pesca fuorilegge, aumentare i controlli delle specie animali e porre sotto tutela almeno il 15% della superficie terrestre e marina.
 Inoltre, investire nella conservazione delle biodiversità, secondo gli addetti ai lavori porterebbe di sicuro a un aumento del benessere anche nei Paesi poveri. Quando si parla di Paesi poveri, viene subito in mente l’Africa, dove nove delle trentacinque zone più ricche di piante e animali sono a rischio.

<p>Samuel E'too calciatore dell'Inter, nazionale del Camerun </p>

Samuel E'too calciatore dell'Inter, nazionale del Camerun

Per accrescere la consapevolezza che è importante la tutela del patrimonio ambientale, nel continente africano in questo momento si muovono anche grossi sponsor, sensibili all’argomento. Come Puma, noto marchio di abbigliamento sportivo che in collaborazione con il Programma Onu per l’Ambiente (Unep) ha lanciato la campagna “Play for Life”, “Gioca per la vita”. Un torneo di calcio, con dodici squadre africane, con tanto di maglia ufficiale con distintivo del continente approvato dalla Fifa. Testimonial l’attaccante camerunense dell’Inter, Samuel Eto’o, due volte vincitore e capocannoniere alla Coppa d’Africa con la sua nazionale. Protezione della biodiversità vuol dire anche controllo di pesticidi e insetticidi per la coltivazione del cotone e controllo di tecniche di produzione per la fabbricazioni dei tessuti, come la sgrassatura della lana possono essere inquinanti. In occasione dell’Anno internazionale della biodiversità, la Conferenza delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Unctad) ha promosso l’Ecochic Fashion Show, la prima sfilata Onu della moda sostenibile. Colore ufficiale della manifestazione: il verde. All’evento e alla mostra per la protezione della biodiversità – a Ginevra – hanno partecipato nomi della moda sostenibile di tutto il mondo come Edun, Noir, Ciel, Leila Hafzi, Roya, Ivana Bassilotta o Bora Aski che hanno lanciato un appello a governi, imprese e consumatori a preservare la biodiversità tramite un impiego sostenibile delle risorse naturali. Infine una curiosità.

giocattoli erotici

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Ogni bene di consumo ha la sua durata e, prima o poi, arriva il momento in cui occorre disfarsene. La raccolta differenziata permette di separare molti materiali ma, fino ad oggi, al riciclo di giocattoli erotici come i vibratori non aveva pensato nessuno. L’idea è della LoveHoney, famoso distributore di accessori erotici inglese, che per sensibilizzare i propri clienti affinché non li gettino nella comune spazzatura, ha puntato sulla beneficenza. Per ogni giocattolo erotico restituito verrà donata una sterlina – poco più di un euro – al Wolrd Land Trust, organizzazione attiva nel mantenimento delle foreste pluviali. Inoltre, per evitare il comprensibile imbarazzo il/la cliente può inviare l’oggetto per posta, senza costi. Nel giro di pochi giorni si vedrà recapitare a casa un buono con il quale è possibile acquistare un apparecchio analogo, ma più moderno ed evoluto.

3 febbraio 2010

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