17 mesi per salvare il pianeta

Entro il 31 dicembre 2022 scompariranno 13 località e 10 siti Unesco italiani a causa dell’innalzamento dei mari

 

Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, è drastica: se entro il 31 dicembre 2022 non saranno cambiate le abitudini distruttive dell’uomo nei confronti dell’ambiente, non sarà più possibile tornare indietro. Abbiamo 17 mesi per cambiare rotta.

Ci sono 13 luoghi che scompariranno del tutto: Mar Morto, Foresta Amazzonica, la grande barriera corallina australiana, la piccola isola di Kivalina, la barriera corallina del Belize, l’Australia meridionale, l’Africa sub sahariana, Kiribati, le Maldive, il Glacier Montana Park tra Stati Uniti e Canada, il BangladeshVenezia e il Grand Canyon in Arizona.

Ma l’innalzamento del mare minaccia anche 10 dei 58 siti italiani Patrimonio dell’Umanità, sostiene il presidente del Consiglio, Mario Draghi, all’inaugurazione del G20 Cultura al Colosseo. Anche Draghi lancia dunque l’allarme clima. «La tutela del patrimonio artistico richiede anche maggiore sostenibilità ambientale. In Italia, più di 10 siti Patrimonio dell’Umanità sono in pericolo per linnalzamento del livello del mare. Il rischio di alluvioni minaccia tra il 15 e il 20% dei beni culturali del nostro Paese» sostiene il presidente del Consiglio.

«Insomma bisogna agire subito per evitare disastri senza precedenti come il gigantesco rogo che ha devastato la Sardegna, riducendo in cenere oltre 20 mila ettari del Montiferru, gli incendi in Sicilia dove il presidente ha diramato lo stato dallerta, le alluvioni come quella che ha devastato entrambe le sponde del ramo di Como» mettono in evidenza gli specialisti di Ener2Crowd.com, enfatizzando come tutto ciò sia fortemente correlato al climate change. «In Sardegna ci sono oggi quasi 2 mila  sfollati ed è ancora indefinibile il numero degli animali uccisi dalle fiamme: migliaia di cavalli, pecore, uccelli ma anche animali domestici come cani e gatti non hanno avuto via di fuga, arsi vivi o soffocati dal fumo che hanno respirato» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma.

I movimenti nati in tal senso si stanno espandendo a macchia d’olio con lo scopo di portare la crisi climatica e le possibili soluzioni all’attenzione di tutti i cittadini del mondo e dei governi.

La piattaforma, per dare un ulteriore segnale in tale direzione, ha deciso, dopo la vittoria dell’Italia agli Europei, di compensare tutte le emissioni di CO2 causate dalle trasferte aeree della Nazionale Italiana di Calcio, pari a circa 93 mila tonnellate, piantando immediatamente 3.107 alberi nel proprio programma di riforestazione “Il Bosco dell’Energia” portata avanti con il partner TreeNation.

Ma è necessario un maggiore impegno del crowddella gente, e agire così in massa. Il “crowd” può incoraggiare il mercato spingendolo verso nuovi tipi di strumenti, tra i quali il più innovativo il lending crowdfunding ambientale ed energetico. L’idea è quella di convincere quella massa critica di risparmiatori che da sempre puntano sugli investimenti più sicuri possibilioggi in fuga dai prodotti finanziari dai rendimenti irrisori e non più solidi come un tempo.

Con un’attenzione orientata in primo luogo al climate change e ai temi della sostenibilità ambientale i progetti Ener2Crowd.com consentono alle persone di rendersi protagoniste e fautrici della transizione energetica investendo in progetti 100% ascrivibili all’area energie rinnovabili, efficienza energetica, riqualificazione del patrimonio immobiliare (Ecobonus) e ad iniziative di circolarità e di sostenibilità ambientale.

Le aziende, anche quelle più piccole, possono oggi trasformare in modo sostenibile il loro modello di produzione e rilanciare la loro competitività, ma hanno enormi difficoltà di accesso al credito tradizionale per questioni troppo spesso di natura burocratica. Il lending crowdfunding può garantire loro in tempi brevissimi la liquidità “ecologica” di cui hanno bisogno.

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