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Riqualificazione Gasometro, tutti i dettagli

É finalmente partita la bonifica dell’area ex Gasometro a Bari. Un successo per le amministrazioni che governano il territorio e un sospiro di sollievo per il territorio stesso, che aspettava l’apertura dei cantieri da troppo tempo. Un’area di 20mila metri quadrati situata tra via Napoli e corso Mazzini, nel quartiere Libertà, in totale stato di abbandono dalla metà degli anni ’80. Ora finalmente la bonifica ha avuto inizio con la presa delle consegne nelle mani dell’associazione temporanea costituita dalle imprese ‘Unieco’ (capogruppo) con ‘Trasporti Vecchi-Zironi srl’, ‘Geostream srl’ e ‘Geos environment’.

L'area del gasometro in una foto degli anni ' 50

I lavori prevedono l’adozione di due livelli di azione, diversi e complementari, da svolgersi in parallelo: la bonifica dei terreni e la rigenerazione della falda. I processi di bonifica prevedono l’asportazione di 20mila metri cubi di materiale contaminato e dureranno per circa 18 mesi: partiti a settembre, termineranno nel febbraio 2013. Invece il trattamento di bonifica della falda proseguirà per un periodo complessivo di circa 90 mesi. Quest’ultimo processo, in particolare, vedrà l’immissione nella profondità del terreno di acqua con aggiunta di ossigeno, al fine di degradare la sostanza inquinante ivi presente e rigenerare la falda stessa.

Perchè il Gasometro? – Un iter, dunque, piuttosto articolato per sanare un altro tassello tra le emergenze ambientali nella città. Risolti i problemi per la zona di Torre Quetta mentre è in via di soluzione la bonifica dell’area ex Fibronit, siti entrambi colpiti dalla presenza dell’amianto, restava in sospeso la “questione Gasometro”. Ma perchè il sito andava iscritto tra le emergenze ambientali? Quali i pericoli e i livelli di inquinamento presenti nel quartiere? Per capire la situazione occorre fare qualche passo indietro. Nell’area dell’impianto un tempo preposto allo stoccaggio del gas, la precedente amministrazione Di Cagno Abbrescia aveva pensato di realizzare la nuova sede degli uffici comunali. Ma una perizia tecnica demolirà il progetto: siamo nel 2001 quando i rilievi condotti dalla società “Geotrivell s.n.c.” andranno a scoperchiare il vaso di Pandora. Il sito risultò essere pericoloso, pesantemente inquinato da metalli pesanti, composti aromatici, idrocarburi, presenti anche nella falda sottostante. Gravi dunque i rischi per la popolazione, con la fuorisciuta di sostanze cancerogene quali benzantracene, benzopirene e dibenzoantracene. Secondo i tecnici le sostanze risultavano presenti sia nel sottosuolo sia nella falda sottostante in concentrazioni superiori ai limiti fissati per legge (DM 471/1999). «Le sostanze inquinanti – è riportato in quella relazione – sono state ritrovate anche nei vapori del suolo. L’inquinamento della falda interessa anche una zona esterna al sito».

Una vecchia veduta aerea dell'intero complesso del Gasometro a Bari

Ora le misure di protezione – Insomma una vera e propria bomba ecologica, nel cuore della città di Bari e in un’area ad alta concentrazione demografica. Per questi motivi sono diverse le misure di protezione adottate oggi nei processi di bonifica. Sono stati già avviati i sopralluoghi presso le abitazioni limitrofe, in un programma di controllo costante per tutto il periodo dei lavori. Questi interesseranno il cantiere vero e proprio (con accesso da Corso Mazzini), zona distinta dall’attuale parcheggio dell’Amtab che diverrà sede di stoccaggio dei rifiuti. Tutta l’area sarà comunque coperta da capannoni in polietilene, con funzione isolante, ulteriormente protetti da materassini contenenti carboni attivi. Inoltre appositi filtri andranno a purificare l’area all’interno del sito. Gli interventi di scavo e rimozione dei terreni saranno poi volutamente sospesi nel corso della stagione estiva, nei mesi da giugno a settembre: si tratta di una precauzione aggiuntiva per scongiurare il pericolo di esalazioni facilitato dalle alte temperature.

Il futuro dell’area – Quest’area tanto delicata sotto il profilo ambientale sarà totalmente inibita a progetti di edilizia. Impossibile poi salvare gli alberi presenti nell’agro, a causa delle zolle inquinate e irrimediabilmente compromesse. In compenso si prevede di installare giardini, aree verdi con attrezzature sportive e dedicate agli anziani, che abitano in misura cospiqua il quartiere. Un accordo di programma consentirà di realizzare i progetti, già a partire dai mesi immediatamente successivi al termine della bonifica. Ottimo dunque il colpo segnato dalla sinergia tra Regione e Comune che, in un lavoro congiunto, hanno messo mani ai grandi siti inquinati del capoluogo. Soddisfatti Lorenzo Nicastro e Maria Maugeri, rispettivamente assessore regionale e consigliere comunale con delega all’Ambiente. «Continueremo a fare sistema», assicura Nicastro. Per l’ex gasometro sono stati stanziati dalla Regione, con rimodulazione dei fondi FAS, i 10milioni di euro utili a progettazione esecutiva, coordinamento per la sicurezza in fase di progetto, esecuzione dei servizi e dei lavori necessari per la bonifica del sito.

L'area dove sorgeva il Gasometro come si presenta ora

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