Input your search keywords and press Enter.

Il lupo: pericolo o risorsa? Il 15 febbraio gli antichi romani celebravano i Lupercali

Le abbondanti nevicate di questi giorni hanno costretto alcuni lupi ad avvicinarsi a centri abitati in cerca di cibo. Spinti più dalle favole della nonna che da informazioni certe,  in molti hanno urlato l’«al lupo, al lupo» di fiabesche origini. Ricorrendo alle armi nel timore che il lupo sia un pericolo oggi per  il bestiame e, allo sciogliere delle nevi, per l’agricoltura, la fauna e per chi preferisce una salutare passeggiatain montagna.  Una limitazione alla libertà, insomma, la presenza del lupo per taluni. Per tal altri, associazioni ambientaliste in primo luogo il lupo è una risorsa.

Il lupo, invece, come la natura, non è né buono né cattivo. È e basta. L’uomo, cui spetta per diritto acquisito ogni giudizio, lo ha messo dalla parte dei cattivi.

Eppure il 15 febbraio nell’antica Roma si celebravano i Lupercali, festa inquietante che faceva parte di antichissimi riti purificatori di passaggio dalla brutta alla bella stagione (i Saturnali: “februare” in latino significa “purificare”) periodo caotico nel quale tutto si rimescola magicamente, irrazionalmente: ecco il Carnevale, le maschere.

Il mattino del 15 febbraio un gruppo di celebranti saliva al “Lupercale”, grotta vicina al Palatino circondata da una selva, dove secondo la leggenda la lupa aveva allattato i gemelli e poi s’era nascosta. I luperci erano i “lupacchiotti”, che sacrificate alcune capre – ecco ancora l’ombra del dio-caprone Pan – tagliavano strisce di pelli e in corsa sfrenata lungo la via Sacra sfioravano le donne per augurare fertilità.

Il lupo, il sesso, Eros e Thanatos: la natura amata-odiata e irrinunciabile. Come il lupo, essere ancestrale, non per nulla (non i cani selvatici, molto più numerosi) sempre al centro delle polemiche. In provincia di Cuneo è nata un’Associazione contro di lui: e sia. L’importante è restare oggettivi. I lupi in Piemonte non sono “migliaia” ma circa 70, organizzati in 14 branchi; lo dicono la Forestale e tanti seri e onesti studiosi che lavorano nei parchi regionali e nazionali. L’allarmismo non serve. Vanno difesi i pastori con rimborsi solleciti, l’animale va controllato ma non debellato, come abbiamo già scritto e non ci stancheremo di ripetere: il lupo è una risorsa, non un nemico, va visto senza poesia o emotività, ogni tanto: urge incontro fra S.Valentino e S.Francesco, persone “preposte” e organi “competenti”…

(fonte La Stampa.it)

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *