Xylella, Greco batte istituzioni 822 a 0

«Erano gli inizi di gennaio 2014, a distanza di soli 2 mesi da ottobre 2013 periodo in cui si iniziava a parlare di Xylella, quando ho deciso di fare qualcosa di concreto nel mio piccolo oliveto di 34 alberi, per quanto nelle mie possibilità. Purtroppo, fin da subito, si è perso tempo e la terribile pestilenza è andata avanti. Erano urgentissime alcune semplici azioni da parte di tutti che non potevano essere rimandate a domani; ciò non è accaduto, è mancata la svolta concreta.

Il contrasto tra gli ulivi sani coltivati da Giorgo Greco e quelli colpiti dalla Xylella (Foto Giorgio Greco)
Il contrasto tra gli ulivi sani coltivati da Giorgo Greco e quelli colpiti dalla Xylella (Foto Giorgio Greco)

La malattia è avanzata ulteriormente verso un punto di non ritorno ed ora la situazione è gravissima, la prospettiva è disastrosa; gli scenari sono davvero inquietanti, non solo per l’olivicoltura. Nonostante tutto, come testimoniato su Ambient&Ambienti in questi 27 mesi, sono ancora qui, in un mare di infezione, e continuo a fare ciò che avevo iniziato nel gennaio 2014. Da allora sono trascorsi 822 giorni e le Istituzioni, a tutti i livelli, non hanno prodotto nulla di concreto sul campo.

Nel pomeriggio dell’8 aprile 2016 è stato varato un nuovo piano che prevede buone pratiche agronomiche necessarie a contrastare l’ormai famoso insetto vettore. Sono stati concessi 21 giorni ai proprietari di oliveti per effettuare la potatura degli alberi e la pulizia dei terreni. Anche i Comuni dovranno mettersi in regola intervenendo sulle erbe spontanee nel territorio di propria competenza.

Visto i precedenti, temo che la Sputacchina la farà da padrona anche nella prossima estate rendendo ancora una volta vano l’impegno di pochi.

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