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I geologi: costiera amalfitana a rischio

«Il vigente Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico redatto dalla competente Autorità di bacino classifica l’81,1% dell’intero territorio comunale di Minori come interessato da livelli di pericolo/rischio elevato o molto elevato da frana o da colata. Tale percentuale sfiora ilo 100% se andiamo a considerare le sole aree urbanizzate». Lo ha affermato Andrea Reale , sindaco di Minori cuore della Costiera Amalfitana dichiarata patrimonio UNESCO . «Il Comune di Minori sulla mitigazione del rischio idrogeologico è disposto ad investire tutte le risorse necessarie – ha proseguito Reale – ed è determinato a coinvolgere le istituzioni competenti (Regione, Provincia ed Autorità di Bacino), il mondo della ricerca e dell’Università, il mondo del volontariato e dell’associazionismo, al fine di raggiungere l’obiettivo e consentire alla popolazione di Minori di poter convivere con delle soglie di rischio effettivamente accettabili e porre in essere tutte quelle attività necessarie a garantire il benessere sociale ed economico della comunità».  Del preoccupante stato di uno dei tratti più belli d’Italia si parlerà giovedì 17 Marzo nella conferenza stampa dei geologi (ore 10, 45 –  sala conferenze della Stampa Estera a Roma ,via dell’Umiltà 83). Interverranno il neo Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , Francesco Peduto, il Presidente dei Geologi della Campania, Francesco Russo, il sindaco di Minori, Andrea Reale, il Presidente della Società Geologica Italiana, Elisabetta Erba, il Coordinatore Nazionale dei Corsi di Laurea in Geologia, Sandro Conticelli, il professore Vincenzo Morra del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli. In quell’occasione verrà annunciato un importante progetto di Presidio territoriale supportato da monitoraggio strumentale e a vista che il Comune di Minori metterà in campo.

«Quello della Costiera Amalfitana dove abbiamo siti archeologici la cui salute è messa duramente alla prova dal dissesto idrogeologico – ha dichiarato Domenico Sessa , Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania – è l’esempio di maggiore impatto mediatico ma in Italia purtroppo abbiamo molti siti non solo archeologici ma anche naturali che il dissesto idrogeologico sta minacciando e divorando . C’è il rischio vulcanico dal Vesuvio ai Campi Flegrei e c’è anche il sottosuolo con le sue georisorse ma anche misteri ed ancora oggi in parte sconosciuti. L’Aquila di recente ha riacceso i riflettori sul rischio sismico»

Durante la conferenza stampa verrà anche annunciata la grande convention del prossimo 7 aprile durante la quale la comunità scientifica lancerà un forte allarme sul mancato rispetto che si ha per il pianeta e per le Scienze della Terra in Italia.Tra i partecipanti all’evento, l’astronauta italiano Luca Parmitano , il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi ,Francesco Peduto, il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Russo, la professoressa Elisabetta Erba , Presidente della Società Geologica Italiana che è la più antica società nel campo della geologia italiana risalente al 1882 , e il Presidente dell’ISPRA , Bernardo De Bernardinis.

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